Province: tra incubo e realtà

Buongiorno,

la lettura delle pagine interne di alcuni quotidiani (non sono in realtà molti a parlarne) può avere un effetto vagamente lisergico, perchè vi si trova notizia di una campagna elettorale in atto della quale dubito vi siate accorti (non è un'accusa di essere distratti: io non me n'ero accorto, quanto meno), volta a far eleggere (non da voi) Consiglieri e Presidenti di Enti che ci era stato detto che non dovrebbero più esistere perchè, stando ai proclami, dovevano essere aboliti.


Il nostro voto, già molto spesso sminuito da un sistema elettorale in cui il peso di sbarramenti e liste bloccate è molto superiore a quello della croce apposta sulla scheda, non servirà nemmeno pro forma a designare Consiglieri e Presidenti Provinciali, che saranno invece eletti come rappresentanti di secondo grado (cioè per interposta persona) da coloro che noi abbiamo eletto per fare altro (1), situazione molto simile a quella che vedremo proporsi per il Senato a partire dalla prossima legislatura.

In pratica quello che sta succedendo è che, come prevedibilissimo, quelli che avrebbero dovuto essere una sorta di tecnici nominati dalla politica stanno già da ora mostrando il peggio di questa categoria, che in Italia non ha mai brillato particolarmente se non per onerosità ed attaccamento alla poltrona.

Da Nord a Sud infatti giungono notizie di accordi di natura spartitoria che non sembrano volti a garantire la miglior classe di amministratori possibile, ma piuttosto una sistemazione per politici di carriera, il che prefigura due probabili eventi imminenti e spiacevoli:
  • nell'immediato la replica e l'estensione alle nuove Province delle disgrazie realizzate dopo anni ed anni di attività indefessa da analoghi personaggi (i cosiddetti "tecnici nominati dalla politica") nelle municipalizzate / partecipate che, stando agli annunci, si vorrebbero chiudere per inefficienza.
  • nel medio periodo la replica e l'estensione al Senato dei tristi metodi spartitori che vediamo adesso applicati ai consigli Provinciali e, a valle quanto già visto nel punto precedente.
  • nel lungo perioodo la replica e l'estensione al Senato delle disgrazie realizzate nelle municipalizzate / partecipate
In sintesi, ho l'impressione che in questi giorni si stia silenziosamente compiendo un passo verso una politica ancor più distante dai cittadini ed ancora più autoreferenziale. Il tutto sotto il vessillo delle riforme che ci dovrebbero salvare, ma paiono invece essere concepite per mantenere tutto come prima, limitando anzi la nostra possibilità di interferire con i manovratori.

Ciao

Paolo

(1) nella fattispecie Sindaci e Consiglieri comunali

1 commento:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
a proposito di notizie qualche giorno era comparsa questo titolo sulla locandina di uno dei quotidiani delle mie parti.

Saluti