Grecia: sovranità e debito

Buongiorno,

benchè non abbia condiviso il modo miope e latitante in cui la politica europea ha sinora gestito la crisi greca:
  • cedendo il passo agli interessi nazionali (segnatamente quelli tedeschi, che in più occasioni hanno vincolato la concessione degli ampliamenti di credito a vincoli sulla sua destinazione -ovviamente a creditori tedeschi la cui importanza potrebbe non sembrare esattamente vitale per l'economia greca, come quelli della difesa-)
  • cedendo il passo agli interessi del grande capitale (che siano banche internazionali o armatori greci dalla scarsa propensione a pagar tasse in loco -spero che apprezziate i risultati del mio ultimo corso di "Eufemismo estremo: livello avanzato"- poco importa)
  • lasciando che a condurre la politica europea fosse inopinatamente e probabilmente oltre il suo mandato il solo Draghi attraverso la BCE
  • impedendo con un contingentamento serrato dei tempi/prestiti qualsiasi possibilità di provare ad impostare una soluzione di medio/lungo periodo
  • pretendendo di imporre ricette economiche che replicavano quelle, altrettanto imposte (e per di più dagli stessi soggetti) e già dimostratesi fallimentari e concausa della situazione attuale
e malgrado io non possa approvare in alcun modo le modalità con cui la gestione della crisi è stata spinta verso il massacro sociale, devo continuare a constatare come, tra chi tifa perchè a vincere il braccio di ferro tra la Troijka ed il governo greco sia quest'ultimo (qui un esempio tra quelli più ragionevoli), ci sono tre enormi equivoci di fondo:
  • non esiste sovranità e democrazia nel momento in cui non c'è autonomia e sostenibilità economica: puoi decidere in autonomia quando sei autonomo e non dipendi da alcuno, ma se la tua sopravvivenza dipende dall'altrui benevolenza il fatto che questa cessi è una possibilità che ti avvicina più allo schiavo che al libero cittadino: i governi servono proprio ad evitare di infilarsi in simili cul de sac
  • non sono solo i creditori ad aver privato la Grecia della possibilità di scegliere democraticamente ed in piena sovranità del loro destino, ma sono stati i Greci stessi a (s)vendere la propria sovranità e la propria democrazia, magari per interposta persona dei loro politici e governanti precedenti, indebitandosi al punto di dover truccare i bilanci perchè il debito non era più sostenibile: le elezioni servono proprio per scegliere politici ed amministratori degni di questo nome e non imbonitori da circo (1)
  • ricattare i creditori sperando che allarghino il credito per paura di essere trascinati in rovina con il debitore non è la soluzione, perchè, se permette di mettere relativamente e temporaneamente sotto pressione chi è già creditore (2), brucia ogni possibilità di trovare nuove fonti di finanziamento.
Insomma, se anche Tsipras e Siryza hanno poca responsabilità nella creazione della situazione attuale ed hanno avuto pochissimi margini di manovra, credo che abbiano comunque commesso alcuni errori, anche gravi, nel tentativo stesso di impostazione di una exit strategy. Il paradosso è che in molti, anche fuori dalla Grecia, vuoi per ideologia, vuoi per compassione, sembrano innamorarsi dei loro errori più che delle soluzioni sostenibili per il Paese ellenico.

Ciao

Paolo

(1) e lo dico essendo molto ben conscio che il Paese dove vivo ha un debito pubblico enorme, da decenni se non da sempre crescente, che solo occasionalmente e molto timidamente ha fatto qualcosa per ridurlo (l'ultima volta con Prodi una decina d'anni fa) e che ha votato compattamente per Silvio Berlusconi e le sue promesse per vent'anni

(2) relativamente e temporaneamente perchè abbiamo visto quanto i governi siano permeabili all'influenza della grande finanza: in fondo non troverei poi particolarmente strano nè inusuale se domani ci trovassimo a sentir parlare della necessità di una bad bank in cui far confluire gli esiti della crisi greca. Bad bank che, ovviamente, verrebbe messa in capo ai contribuenti. Anzi, sono pronto a scommeterci su qualche dollaro.

3 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Sono d'accordo con quei tre equivoci che segnali.
Però non posso fare a meno di essere dalla parte dei Greci e il perché ce lo ricordava domenica Barbara Spinelli*:
"Ricordiamo loro che l’unità europea non è nata per favorire in prima linea la governabilità economica, e ancor meno per diventare un incubo contabile e cader preda di economisti che hanno sbagliato tutti i calcoli**. È nata per opporre la democrazia costituzionale alle dittature che nel passato avevano spezzato l’Europa, e per creare fra le sue società una convivenza solidale che non avrebbe più permesso alla povertà di dividere il continente e precipitarlo nella disperazione sociale e nelle guerre."
E' da almeno 6 anni che ce la menano con questa crisi greca e ancora exonomisti e parrucconi non ne sono venuti a capo. Ritengo inaccettabile l'aumento della malnutrizione infantile, sintomatico della povertà in cui è precipitata parte della popolazione greca, e sintomatico del fatto che la cure propugnate da economisti e parrucconi hanno ammazzato il paziente invece di resuscitarlo.
Dopotutto, considerando anche quello che viene spesso rinfacciato alla Germania e dei suoi default del suo passato, sarebbe stato così grave per l'Europa condonare i debiti della Grecia per un paese che da solo vale il 2% del PIL?

MR

*si lo so, il personaggio è controverso per alcune sue scelte del recente passato, ma le ragioni per cui è sorta la comunità europea sono proprio in quel passaggio che ho citato, anche se mi rendo ben conto che le ragioni economiche di quella scelte hanno una importanza primaria ma non dovrebbe essere le uniche.
** Ricordarsi che la luce in fondo al tunnel è il treno che ci viene incontro: Quante volte in questi ultimi anni economisti e parrucconi ci hanno preso, e questo la dice lunga sul fatto che quelle ragioni economiche su cui tentare di fondare una comunità non dovrebbero essere gli unici motivi.

PaoloVE ha detto...

@ M.R.:

io sono però un po' più critico di così.

Non riesco ad assolvere i Greci dalla responsabilità di aver scelto di dare fiducia a chi prometteva cose palesemente insostenibili.

Perchè era chiaro che il mix di evasione ed agevolazioni fiscali, spese militari, spesa pubblica, prestazioni pensionistiche non poteva reggere.

Ciononostante la politica ellenica non ha mai deviato da quei binari.

E sono sostanzialmente le stesse cose che rimprovero a noi italiani, prima ancora che ai nostri politici...

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Paolo,
Io li assolvo perché un governo ha mentito sui dati economici* per entrare nell'Euro cosicché gli elettori si sono fatti un quadro distorto della realtà.
Chi governa ha il benessere e il futuro di un paese nelle proprie mani, raccontare frottole ai propri cittadini è un crimine della peggior specie.

Saluti
* E l'Europa del rigore che faceva all'epoca? Prendeva quei dati che venivano snocciolate per buoni oppure li verificava? Come al solito si chiude la stalla quando i buoi sono scappati. Comodo pretendere rigore dopo!