Qualcosa di buono?

Buongiorno,

in questo blog avete letto spessissimo le mie critiche e le mie perplessità davanti a scelte ed indirizzi del Governo, sia quello in carica che quelli precedenti, a partire dall'ultimo Berlusconi. Oggi è una di quelle situazioni in cui mi piace, magari anche per non apparire un gufo rosicone pregiudizialmente antigovernativo, sottolineare che c'è anche qualcosa di buono che si muove, talvolta andando in senso opposto a quelli che erano i miei timori (per fortuna).

Ad esempio considero limitata e perfettibile, ma sicuramente utile e positiva, la scelta di erogare i famosi ottanta euro ai redditi più bassi, sulla quale infatti è calato il silenzio anche da parte dei più fieri avversari di Renzi. Si tratta di una iniziativa che limita i danni derivanti dalla crisi per i meno abbienti e limita le crescenti disparità economiche all'interno del nostro Paese e immette una minima quantità di denaro nell'economia italiana proprio sul fronte del mercato interno, quindi di un provvedimento che in questo periodo si è mosso nella giusta direzione.

In attesa di vedere se darà il previsto ritorno sul piano commerciale e turistico, mi pare che EXPO si stia per ora dimostrando un successo per me inaspettato ed imprevisto (1), con  l'affuenza, intesa sia come visitatori che come operatori di settore -almeno da quanto riferivano gli espositori ai microfoni di Radio24-, si sta dimostrando massiccia. Dovessimo averne i ritorni strutturali sul PIL che ci hanno promesso, sarò entusiasta di fregarmene del fatto che è andato complamente OT (Sfamiamo il mondo? con un mix di Eataly, Nutella, Coca Cola e Zebraburger?!?)


Considero personalmente positivo il fatto che il Jobs Act abbia sacrificato un art.18 secondo me sacrosanto nel principio ma nella pratica ormai non più applicato a pressochè nessun nuovo assunto negli ultimi vent'anni, a fronte di una semplificazione del troppo frammentato panorama contrattuale che auspico ridia un minimo di potere contrattuale ai lavoratori dipendenti sui quali è stata scaricata la maggior parte del peso della crisi. Ed anche ho la debole speranza che, per gli ex precari di ogni genere e natura che approdano ai nuovi contratti a tempo indeterminato, si socchiudano almeno un pochino le porte di un sistema creditizio che li ha sinora giustamente (2) esclusi perchè non davano garanzie. 

In attesa di vederne i risultati a regime, considero parziale ed imperfetto, ma sostanzialmente positivo il tentativo di superare lo storico precariato nel mondo dell'insegnamento che si era stratificato ed ingarbugliato negli scorsi decenni. Ho trovato ridicolo sentir parlare di deportazioni da parte di chi temeva di sentisi proporre trasferimenti in sedi remote almeno quanto trovavo ridicolo sentir apostrofare nemmeno tanto velatamente come fancazzista chi rinuncia ad un trasferimento particolarmente oneroso a fronte di uno stipendio che rimane sicuramente inadeguato e spesso risibile. Mi sarebbe piaciuto vedere questo aspetto svincolato dalla didattica e veder approfonditi anche gli aspetti della cosiddetta Buona Scuola relativi a quest'ultima, rimasta invece inopportunamente nell'ombra.

Considero positivo, anche se non sufficiente, l'aver faticosamente mantenuto in piedi un sistema di soccorso in mare e assistenza ai migranti anche a fronte di una Europa sostanzialmente divisa e piuttosto indifferente, se non proprio ostile.

Spero che il triste aggravarsi delle condizioni della migrazione lungo la rotta balcanica renda un po' più comprensibile a chi sinora non aveva vissuto direttamente le problematiche relative all'emergenza la gravità della situazione e possa portare ad una condivisione più ampia degli oneri da questa derivanti.

Ciao

Paolo

(1) Non ho problemi ad ammettere che non credevo che una iniziativa simile potesse rappresentare una forte attrattiva nell'era di internet. Sono molto lieto di essermi sbagliato e mi auguro di vederne i promessi ritorni sull'economia nazionale.

(2) non c'è in questo alcuin giudizio morale. Le banche non sono enti di beneficienza e devono prestare denaro solo quando hanno prospettive di rientro. E chiaramente i precari con contratti brevi e redditi in progressiva caduta non hanno questa caratteristica.

3 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Mia riflessione sullo stato delle cose:
Dal 2009 (ma non è che prima le cose fossero particolarmente brillanti) il paese è precipitato economicamente. Dopo 6 anni credo che sia anche fisiologico - uso un termine caro al mondo azionario - un rimbalzo. D'altra parte non può piovere per sempre*. Il governo con Renzi in testa esulta per il piccolissimo avanzamento in territorio positivo che è dato al +0,7% del PIL.
I numeri che quasi quotidianamente il governo ci sciorina, come visto anche in passato con previsioni sbugiardate dai fatti e statistiche come il pollo di Trilussa, vanno sempre presi con le pinze soprattutto quando in gioco ci sono dei numeretti come quello sopra che "va e viene".
Fedele alla linea "meglio di niente", bene sugli 80 euro. Mi interrogo però sulle altre cose che hai ricordato nel post. D'altra parte il Job Act è stato approvato a Marzo e credo che per valutarlo occorrono almeno un paio d'anni.
In definitiva, trovo difficile dare dei meriti all'azione della nostra classe politica, credo che come altri più qualificati di me le cause di un leggero miglioramento siano esterne ovvero:
- Il Quantitative easing.
- Il costo della bolletta energetica scesa significativamente.
Anche perché i soliti e gravi problemi del paese sono ancora tutti lì, intatti nella loro drammaticità: Corruzione, Giustizia inefficiente, Burocrazia asfissiante.

Ciao.

*Così il nostro premier può incasellarmi in un'altra categoria di animali porta sfiga.

Michele Reccanello ha detto...

Riprendo la linea...
Credo che anche Gilioli verrà indicato come Corvo.

Michele Reccanello ha detto...

Aggiungo che...
Le considerazioni del mio primo commento le ho scritte prima di aver letto il post di Gilioli.