Funerali Casamonica: indignazione di scopo?

Buongiorno,

su tutta la querelle sui funerali di Vittorio Casamonica a Roma c'è, a mio modo di vedere, una forte ombra, gettata da un insieme di cose che mi fanno ritenere che quella cui abbiamo assistito non sia stata una manifestazione di sincera indignazione nè una forma di ribellione davanti ad un sopruso, ma molto probabilmente, almeno in ampia parte, una intenzionale grossa strumentalizzazione che ha ottenuto lo scopo che si prefiggeva. 

In primo luogo mi ha colpito il fatto che l'indignazione per non aver impedito le modalità dei funerali (di una persona che non aveva condanne in essere, è bene ricordarlo) sembrava essere di alcuni ordini di grandezza maggiore di quella per non aver impedito al clan di operare sino a diventare uno dei riferimenti principali nella malavita romana. Il che potrebbe razionalmente non avere senso, ma riconosco che nel funerale si poteva voler riconoscere un valore simbolico e quindi non solamente razionale.

Il fatto è che, pur non essendo un particolare conoscitore delle usanze di rom e sinti, quando ho letto le descrizioni del funerale romano, ho avuto in qualche modo l'impressione di essere davanti un dejà vu e non alle reminescenze della visione de "Il Padrino". Così ieri mi sono preso un minuto di tempo (vi assicuro che non è servito di più) e ho fatto una veloce ricerca su Google, per vedere se la mia intuizione poteva essere corretta, cosa che avrebbe dovuto fare qualunque giornalista abbia sproloquiato su quel fatto.

E ho trovato che la coreografia dei funerali di Vittorio Casamonica, con il blocco della circolazione, la carrozza tirata dai cavalli, le Roll Royce, l'elicottero, i petali di rosa, la musica, la banda ... non era una novità nè prerogativa di un boss malavitoso e suscitava normalmente curiosità, non certo scandalo o indignazione.


Insomma, sembrerebbe proprio che gli elementi della coreografia dei funerali di Vittorio Casamonica siano usuali tra i Sinti e che normalmente non ingenerino scandalo alcuno, cose che i nostri giornalisti hanno omesso di ricordarci (1), e amche che fosse facilissimo verificarlo: in definitiva è stato creato uno scandalo sul nulla o poco più.

E a questo punto mi travesto da complottista e provo a ripartire dai risultati del clamore e dal cruciale quesito "Cui prodest?" per accorgermi che a farne le spese è stato quel sindaco di Roma Ignazio Marino che nel mondo politico italiano praticamente tutti, a partire dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi, (e tranne forse chi lo ha eletto, ma siamo in un periodo in cui il valore del voto popolare è decisamente in ribasso) avrebbero voluto vedere dimissionario e cui, anche in virtù di quanto accaduto, si è riusciti senza particolari problemi ad appioppare una sorta di commissariamento che lo esautori almeno in parte delle proprie prerogative (2).

Il che potrebbe sembrare il miglior successo possibile per chi mantiene al proprio partito il controllo del Comune ridimensionando un sindaco troppo indipendente senza nemmeno aver bisogno di andare incontro ad una tornata elettorale dall'esito non scontato, perchè è rarissimo che le cose si aggiustino così bene da sole. Capiterà si e no una volta ogni cento. Anzi, ogni 101.

Ciao

Paolo

(1) temo che a mio modo di vedere ciò collochi i giornalisti che non hanno nemmeno fatto una googlata di verifica nella categoria degli inutili produttori di CO2 (non vorrei abusare delle definizioni di Tommaso) e quelli che l'hanno fatta nella categoria dei pennivendoli in malafede.

(2) Come se gli attuali problemi di Roma dipendessero da lui (che in realtà sembrerebbe, per quanto piuttosto naif, il primo a volerli contrastare dopo anni di colpevole trascuratezza), e non da precedenti decenni di incuria e mala gestione.

2 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Ritengo Marino una persona onesta ma inadatta al ruolo.
Non basta essere onesto, lo abbiamo ben visto in questi ultimi 3 anni, per poter svolgere al meglio il compito di sindaco così come quello di politico.
Occorre conoscenza degli uomini che si hanno intorno, competenze del funzionamento della macchina pubblica, requisiti di cui dubito Marino sia in possesso.
A sua discolpa, è noto, si è inserito in un contesto (la conoscenza degli uomini) altamente corrotto, e credo altamente probabile che una parte di coloro che gli stanno sotto e che sono stati messi lì dalle precedenti amministrazioni, remano contro e lo sabotano in qualsiasi occasione. Forse è vero come facevi notare con la vicenda del funerale, che certe vicende vengono pompate artificiosamente, ma altre vengono servite su un piatto d'argento all'opinione pubblica, e mi riferisco alle ferie caraibiche.
Si, lo so, è diritto di tutti godere delle ferie. Mi sembra lapalissiano che non aspettano altro che far rotalare la testa del sindaco, per cui al suo posto avrei rimandato le ferie ad un momento diverso. Anche perché la città, oltre ai funerali, ha comunque dei problemi enormi e più seri.

Saluti.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

volevo scrivere un post in proposito, a seguito dell'ennesima prova di imbarazzante impreparazione fornita dal supplente del Gran Visir dell'Onestà intellettuale*, per fortuna Paolo mi ha anticipato.

Condivido tutto, parola per parola. Con il passare dei giorni è apparso con chiarezza che il funerale pacchiano - del tutto legittimo, cosa difficile da comprendere per indignati e giornalisti - è solo un pretesto per attaccare Marino.

Evidente è anche il cui prodest, ma io non mi stanco di ripetere che il problema è la compattezza con cui i media sostengono queste campagne con ipocrisia meschina.

Saluti

T.

*Dopo le voci dell'estate la coppia indegna torna a condurre la fogna della radio italiana. Che tristezza. Nel frattempo Maurizi è stato migliore di loro solo in quanto non volgare, ma giornalisticamente siamo a zero. Un bambino delle medie si sarebbe preparato di più.