Presunti leader in ordine sparso

Buongiorno,

i primi postumi della Brexit stanno dando una immagine quanto mai deprimente delle classi dirigenti e delle elite europee, che, davanti ad un evento che si poteva forse considerare improbabile, hanno dato e stanno dando una prova di sè ben meschina.

Partiamo dall'aver sbagliato un po' tutti nell'interpretare le intenzioni dei cittadini britannici, il cui sentimento anti EU (su qualsiasi cosa fosse fondato poco importa) era evidentemente molto più radicato di quanto venisse riconosciuto, al punto di non essere stato rovesciato nemmeno da uno di quegli accidenti della storia che spesso smuovono le montagne, come l'omicidio della parlamentare Jo Cox da parte di un pazzo fanatico nazionalista (1).

Errore ribadito da mercati finanziari che si sono fidati di exit poll evidentemente non molto attendibili, se é vero che domenica sera sono andato a dormire con le stime di un'affluenza all'83% ed il Remain ad un comodo 53%, ma lunedì mattina mi sono svegliato con una affluenza al 72% (?!?) ed il Leave al 52%. Il risultato sul mercato borsistico lo abbiamo visto con crolli e poco pindarici voli sull'ottovolante della speculazione che pagheremo a lungo (2).

Quanto alla politica, in questi giorni stiamo assistendo al festival dell'incompetenza: a tener banco sono i patetici ed inutili scontri mediatici tra i bulletti Junker e Farage, ma se qualcuno volesse avere un'idea di cosa succederà adesso ed in che tempi si giungerà ad un nuovo assetto si troverebbe miseramente davanti all'evidenza che non c'è alcun piano, nè A nè B, nè europeo nè inglese, per gestire la transizione.

Non male per un evento calendarizzato da anni, vero?

E quindi da un lato ci sentiamo proporre un po' di tutto, dalla ripetizione del voto (già dopo un solo giorno dalla chiusura delle urne!), alle ipotesi  neosecessioniste e di autoimposta paralisi politica della Scozia, ad una tragica dilazione a tempo indeterminato dei tempi dell'uscita, alla flessibilità per il sistema bancario italiano (3), ai divieti di iniziare trattative separate con l'Inghilterra (4), ..., senza che in realtà nulla di tutto ciò abbia un minimo di fondamento ed in presenza dello sfaldamento del sistema politico (maggioranza ed opposizione) inglese.

Se qualcuno nel cuore della notte avesse fatto scoppiare un petardo in mezzo ad un branco di conigli avrebbe ottenuto una reazione meno scomposta, più pacata, coraggiosa e razionale di quella che stanno fornendo i nostri presunti leader.

Gli inglesi sono stati chiamati a scegliere e l'hanno fatto con un scelta inequivocabile che, per quanto per me scarsamente comprensibile (5), va rispettata ed adempiuta come deve essere in democrazia.

Adesso è opportuno e necessario che l'uscita della Gran Bretagna dalla UE sia veloce, perchè la sua permanenza è divenuta ingiustificata e sarebbe quindi inutilmente costoso mantenerne i privilegi ai danni di contribuenti europei che trarrebbero probabilmente maggior vantaggio da una riduzione del carico fiscale o, a mio avviso ancor di più, dal consolidare le finanze dei suoi stati più dalle finanze più dissestate, a partire dalla Grecia.

Ciao

Paolo

(1) Non sono tra quelli che considerano necessariamente un errore sottoporre al vaglio democratico le decisioni più importanti. Magari lo è, come successo in questo caso, caricarle poco intelligentemente di scopi e significati che non hanno ed affidare l'informazione ad organi della qualità del Sun e la propaganda a politici della caratura di nigel Farage. E magari anche l'accordare ad alcuni Stati condizioni di prilegio..

(2) una nota di merito, forse l'unica, va al sistema dei cambi, dove le valute, grazie al coordinamento tra banche centrali si è stabilizzato sui nuovi valori in tempi brevissimi e praticamente senza ulteriori scossoni

(3) ma vi immaginate uno che ci guarda da fuori che considerazione possa avere di uno Stato come la troppo indebitata Italia che però ha il compulsivo riflesso condizionato di chiedere ad ogni occasione e con ogni pretesto di potersi indebitare ancora di più per migliorare la propria situazione?

(4) divieti emanati non si sa a che titolo dal trombone che dal cuore dell'Europa trattava segretamente condizioni fiscali di vantaggio per le imprese in modo da attirarle nel proprio Paese, e non negli altri dell'UE: immagino che la ermania resterà ferma in attesa del gentile beneplacito del lussemburghese Junker....

(5) magari sbaglio, ma per la Gran Bretagna sinora l'appartenenza alla UE è stata sempre fonte di opportunità e finanziamenti. Il modo in cui poi i governi inglesi hanno deciso di sfruttarli è altro discorso, e poco ha a che vedere con la UE...

5 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì

è proprio la pochezza delle classi dirigenti che rende irrazionale ogni speranza in positivo - gli auspici dei tuoi post recenti.

Anni e anni di pressapochismo, di prevalenza della fuffa sulla realtà, dell'annuncio sul lavoro, portano a personaggi come quelli che vediamo, pavidi rimestatori della palude, paurosi di prendere decisioni o vuoti markettari fintamente decisionisti, ma del tutto privi di una vera visione strategica - al di là del calcolo elettorale.

Calcolo elettorale che poi può essere pure sbagliato, grazie al rumore di fondo prodotto da un'informazione di fatto inaffidabile.

In questa situazione non c'è da stare tranquilli.

Infine nel merito del post:

il presupposto per poter affidare al popolo una qualsivoglia decisione è che ci sia:
- un livello minimo di onestà intellettuale (chiamiamolo fair play?) nelle classi dirigenti che sostengono le diverse alternative
- un sistema di informazione adeguata

Quando questo non c'è, si eleggono i dittatori a furor di popolo.

Per cui non riesco a sostenere a priori che certe decisioni vadano prese attraverso la democrazia diretta.

Detto ciò le vie di uscita sono due:
- si limita la democrazia (qualsiasi riduzione del diritto di voto va in questo senso di fatto).
- si migliora la qualità della classe dirigente e dell'informazione.

La seconda opzione è quella giusta, ma con ogni evidenza è ad oggi come minimo lontana nel tempo. Rimane il fatto che nelle condizioni di oggi, affidare a persone impaurite e disinformate decisioni gravide di conseguenze può portare a conseguenze disastrose.

Non sono nemmeno così sicuro che l'accelerazione del processo di uscita sia da auspicare. A sensazione mi pare che nessuno lo voglia veramente, al di là dei bulletti.
È evidente peraltro che qualsiasi soluzione che di fatto ignori il risultato del referendum non farà altro che fomentare il bestiale nazionalismo che ci rovinerà.

Saluti

T.

PS: manca la nota 5

PaoloVE ha detto...

@ T.:

sono d'accordo su molte cose. Non sul fatto che limitare la democrazia possa essere una via d'uscita, perchè non è una inversione di marcia e, in fondo, ci porta allo stesso risultato della votazione del dittatore a furor di popolo, solo un po' più lentamente.

Quanto ai tempi dell'uscita non vorrei essere frainteso: non parlo di buttar fuori frettolosamente (e magari in maniera punitiva come certuni sembrerebbero volere) la Gran Bretagna, ma di non traccheggiare tra incertezze sul futuro e privilegi già poco comprensibili ab ovo, totalmente ingiustificati adesso.

Staremo a vedere.

Nota 5? che avrò voluto dire? :-) adesso guardo...

Ciao

Paolo

PaoloVE ha detto...

Nota 5 a posto, grazie!

Michele Reccanello ha detto...

Buonasera,

si limita la democrazia (qualsiasi riduzione del diritto di voto va in questo senso di fatto)
Non sono d'accordo con quanto scrive T.

Uno degli aspetti più irritanti della classe dirigente/politica di questo paese è la continua presa per il culo degli elettori e il tirarli in ballo spesso a sproposito(1), solo quando fa comodo. Lo ricordava Alessandro Milan(2) in un post su FB qualche giorno fa:
In Italia invece l'atteggiamento è da sempre del tipo "toh, popolino, votate". Tanto se votate per cacciare il finanziamento ai partiti dalla porta noi lo facciamo rientrare dalla finestra, tanto se abolite il ministero dell'Agricoltura noi lo chiamiamo "delle Foreste" e lo rifacciamo pari pari.

Facendo così, il popolo diventa a poco a poco la GGGente, e appena può, scusate il francesismo, ti si incula.

E ancora
"Il pesce puzza dalla testa"
Perché è la classe dirigente per prima che non da esempi educativi al "popolino":
Non appena arrivano nei posti che contano il loro primo obbiettivo è fare in modo che le poltrone, che ritengono appartenergli per diritto divino, per tenersele incollate sotto le chiappe. Un buon esempio di quanto sostengo è l'Italicum, una legge elettorale che fino a qualche mese fa andava bene (per vincere a mani basse quando il PdC aveva il vento in poppa), dopo le amministrative e i risultati fallimentari del PD ora c'è chi è disposto a ripensare quella "riforma" passata con un voto di fiducia(3). E come come questo esempio, che descrive bene come agiscono le nostre classi dirigenti, ce ne sono iosa.

A mio parere i molti referendum, anche quelli andati a vuoto per mancanza di quorum in particolare su temi che riguardano questioni etiche, dimostrano da una parte c'è una certa sensibilità nell'elettorato a cui si dà la possibilità di esprimersi e che va nella quasi sempre nella giusta direzione, dall'altra palesa che quando si è chiamati in causa si finisce per sentirsi presi per il culo perché, come diceva AM, tanto una volta uscito da una porta lo fanno rientrare dalla finestra.
Il sale della democrazia è la scelta, e più è possibile farlo meglio è. Sono consapevole che qualche volta dovrò ingoiare qualcosa che non mi piace, ma per lo meno saprò che a decidere non sono i quattro gatti nel chiuso di una stanza che si sono autoproclamati quelli che "Ho chiesto ai miei elettori..."(1)

MR
(1) Tipica la frase di tutti i politici: "Ho chiesto ai miei elettori..." che io odio in particolare perché non c'è mai nessuno che chieda nomi e cognomi dei cosiddetti elettori. Oh! ma dico: vogliamo abolire il voto segreto? che si sappia chi a votato chi. Cosi poi posso andare nell'ufficio del politico-pagliaccio di turno a prenderlo a calci nel sedere quando vengo chiamato in causa.
(2) Immagino che una delle prime argomentazioni è che è uno dei soliti giornalisti da poco con la schiena non troppo dritta. Ma in questo caso non sono d'accordo: E' la sostanza di quello che è scritto nel post che mi interessa, e non chi lo scrive.
(3) Faccio notare che nel dopoguerra pur con le enormi differenze di vedute DC, PCI, PSI, riuscirono a trovare dei punti di contatti e ci dettero una costituzione. E oggi?

F®Ømß°£ ha detto...

@MR

molta confusione nel tuo commento.

Il pesce puzza dalla testa, ma è marcio anche nel corpo e nella coda.

La classe dirigente (la testa) è marcia, oltre che sempre più vecchia e inadeguata ai tempi, su questo son sicuro che concordiamo.

Ma non è solo la classe dirigente politica, lo è anche quella imprenditoriale e soprattutto la vera peste del Paese: i media.

In questa situazione è ingenuo ritenere che esista una società civile onesta e pura che - una volta spazzati via i delinquenti vecchi - ci farà tornare ai fasti di un tempo.

I fatti dimostrano che il mix di indignazione (giusta), ignoranza (in parte colpevole), e furberia all'italiana non portano a grandi risultati.

Tra la scelta fatta da 4 gatti e quella fatta dalla gggente, includendo gli stronzi che non vaccinano i figli o credono alle scie chimiche, non sceglierei la seconda, in quanto è imprevedbile.

Peace and love

T.