Avrei voluto vedere loro. Anzi, no.

Buongiorno,

nel giorno delle dimissioni di Giogio Napolitano da Presidente della Repubblica leggo come si tirino le somme dei suoi due mandati da parte della stampa.

E devo dire che, alla fine e benchè con il passare del tempo sia aumentata la mia perplessità sui risultati delle scelte operate dall'ormai ex Presidente, trovo ipocrite, ingenerose e grottesche le critiche che gli sono rivolte dalla solita editoria la cui destinazione d'uso principe rimane a mio modo di vedere l'imballaggio ittico.

Leggo nelle loro home page un profluvio di "Finalmente!" dei quali penso sia piuttosto difficile trovare giustificazione, anche considerando il fatto che alla rielezione il solo Fatto Quotidiano dichiarò la propria netta insoddisfazione, il che significa che per gli altri il  primo mandato (quello in cui le scelte di Napolitano avrebbero potuto essere più discutibili)  non doveva poi essere stato particolarmente negativo, malgrado le accuse di veterocomunismo, golpismo, ...

Perchè è nel primo mandato che l'ex Presidente ha prima protetto l'ormai immobile governo Berlusconi dalle spallate che gli stava portando l'ex Presidente della Camera Gianfranco Fini per poi predisporne la sostituzione in corsa con il governo Monti, e se queste scelte di Napolitano possono essere state discutibili nella forma, sono in realtà state in larga parte obbligate nella sostanza.

Nel breve secondo mandato non mi pare che da parte del Presidente vi sia stato nulla più del disbrigo di una ordinaria amministrazione, ordinaria per quanto consentano gli attuali tempi di crisi ed antipolitica, per cui, a mio modo di vedere e malgrado i risultati alla fine siano stati inferiori alle mie aspettative (ma non credo per colpa dell'ex inquilino del Quirinale, che anzi con la designazione di Monti realizzò un capolavoro politico in uno Stato che si stava sfasciando), non mi pare che a Napolitano si possa rimproverare granchè: da parte mia, al posto dei loro ingrati sospiri e "Finalmente!"di sollievo viene pertanto un "Grazie!".

Adesso non rimane che vedere se chi gli succederà sarà all'altezza, sperando che le velleità e l'ambizione di chi ne sceglierà il successore e potrebbe desiderare di avere le mani libere non porti alla designazione di una inutile figura debole o, peggio, incompetente.

Ciao

Paolo

3 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

le scelte che definisci discutibili, senz'altro sono state obbligate.

I giornalisti fingono di non ricordare la situazione dell'estate che precedette l'arrivo di Monti. Orde di commentatori da bar non lo ricordano davvero.

Napolitano è entrato in quel novero di personaggi pubblici odiati molto al di là dei propri demeriti.

E spesso l'odio viene proprio da persone che nel loro piccolo hanno contribuito alla situazione di cui si lamentano con le proprie scelte.

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Il suo operato mi è piaciuto solo in alcune circostanze, soprattutto quando c'è stato da riprendere le ridicole pretese separazioniste della Lega Nord.

Per il resto lo ricordi bene te:
"l'ex Presidente ha prima protetto l'ormai immobile governo Berlusconi dalle spallate che gli stava portando l'ex Presidente della Camera Gianfranco Fini"

Ma ricordo che prima di quello sono venute le leggi vergogna invece di denunciare chiaro e tondo al paese che il signor B. era stato eletto per pensare agli affari del paese e non per i suoi, l'ormai ex PdR ha apposto la sua firma, e quindi la sua complicità.

Stendo il velo su molte altre cose che ho mal digerito e di cui si è discusso qui in passato.

PaoloVE ha detto...

@ MR.:

personalmente, a posteriori, tenderei ad interpretare in maniera opposta alla tua la "difesa" di SB dagli attacchi di Fini & co.: in fondo ho l'impressione che Napolitano abbia avuto ragione a non dar credito all'iniziativa di un gruppo politico che si è dimostrato troppo eterogeneo ed effimero: a distanza di un anno dal fallimento della sfiducia ci eravamo già dimenticati chi erano Granata e Bocchino. Oggi anche di Fini. Non è alle iniziative di un movimento politico simile che puoi affidare il destino di un Paese.

Ciao

Paolo