Quanto ci mancano i Radicali...

Buongiorno,

in questi giorni mi è capitato di ascoltare alcune interviste, spesso marcate dalla commozione, rilasciate da Marco Cappato dopo che la vicenda di Fabiano Antoniani, ormai noto a tutti come DJ Fabo, aveva avuto termine in una clinica privata svizzera con il suicidio.

Ed ho avuto modo di confrontarle altre dichiarazioni, rilasciate da altri politici, che oscillavano tra le opposte prese di posizione e rivendicazioni dell'indispensabile ruolo del parlamento nella definizione delle regole anche in questi contesti. 

In questo secondo caso si trattava praticamente delle stesse dichiarazioni e degli stessi slogan che avevamo già sentito molte volte negli anni (e forse nei decenni) passati allorchè qualcuno accettava il peso di far emergere dal silenzio la propria rivendicazione di una morte dignitosa (o quella di un proprio familiare) per farla diventare un doloroso invito ad affrontare il problema della normazione del fine vita.

Dichiarazioni evidentemente retoriche ed inutili, se, a distanza di anni e dopo molti casi diversi, dobbiamo ancora confrontarci con decine (o forse centinaia) di persone che decidono, quando possono, di sottrarsi alla giurisdizione italiana per morire in clandestinità e senza le tutele delle leggi del loro Stato, ma sperabilmente come desiderano.

Il punto di questo post non è ciò che penso sulla possibilità di scegliere dove sia il limite della dignità nel vivere e nel morire e nell'essere assistiti e supportati nella scelta se purtroppo dovesse servire.

Il punto è che, a fronte di una classe politica immobile e disinteressata ad affrontare questi problemi, ma ben assisa sugli scranni del parlamento, c'è invece chi invece, al di fuori del Palazzo, si ostina a farci interrogare su questi temi (1), mettendo in campo azioni magari discutibili ma concrete ed assumendosene la responsabilità in prima persona sino all'autodenuncia. 

Ancora una volta, concorde o meno con i loro disegni, non posso che plaudire ed ammirare lo spirito che fu del Partito Radicale, e riconoscere che continuiamo ad averne gran bisogno. Chapeaux.

Ciao

Paolo

(1) anche quando il clamore dei media è colpevolmente scivolato in un sonnacchioso silenzio

2 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
Come già scritto ieri sulla mia pagina FB a Cappato gli dovrebbero fare una statua. Non per quello che ha fatto, ma per aver riportato al centro del "dibattito politico"* il tema del fine vita. Come già fatto - assai dolorosamente - da Beppino Englaro qualche anno fa. O da Welby.

La scollatura tra paese e ceto politico è tremendamente evidenziato dal sondaggio del 27/02/2017 per quel che può valere, ma su numeri cosi sbilanciati da una sola parte non mi pare che ci sia molto da discutere.
Una postilla ai soliti strali provenienti dal Vaticano e con il tanto beneamato Francesco, assai silente:
Dopo la cattività Avignonese di qualche secolo fa credo che sia giunta l'ora di una nuova cattività
e possibilmente ANTARTICA.

Saluti.

*Le virgolette per sottolineare il mio disprezzo per la classe politica perché trovo inutile il dibattito se serve a dar fiato ai polmoni e poi non produce un risultato utile ai cittadini.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

concordo su tutto, post e commento. E sono convinto che il sondaggio, almeno nelle proporzioni, rappresenti l'opinione dei cittadini sul tema.

E se non si ascoltano i cittadini nemmeno su queste cose, siamo messi male.

Saluti

T.