Minzolini: Ichino e Severino

Buongiorno,

premetto che sono in qualche modo tra quelli che si indignano per la mancata decadenza da Senatore di Augusto Minzolini, condannato per peculato in via definitiva in processo penale, ma sottratto alla giustizia da una sorta di quarto grado di doppio giudizio (prima da parte della Giunta per le immunità, poi da Parte dell'Aula) affidato a suoi pari e non a qualificati giudici terzi.

Se da un lato capisco che un politico possa godere in sede di indagine e processo di alcune tutele ulteriori rispetto al comune cittadino, tutele volte a garantirlo da eventuali attacchi strumentali a limitarne libertà e ruolo pubblico, dall'altro trovo inammissibile che questo possa degenerare in una sorta di immunità mediata da un ulteriore grado di giudizio gestito esternamente ad un tribunale.

In sintesi, più che il salvataggio di Minzolini, trovo scandalosa, inadeguata, inaccettabile ed irragionevolmente discriminatoria per i comuni cittadini, quella parte della legge Severino che lo ha generato.


Perchè in quel gruppo c'è accomunato un po' di tutto:
  • "garantisti de noantri" che però spesso vorrebbero lasciar abbattere a pistolettate (ma a colpi d'ascia andrebbe bene lo stesso) gli intrusi dai proprietari di casa, saltando la noiosa trafila di indagini e tre gradi di giudizio ed erogando patenti da potenziali boia occasionali,
  • "scambisti" per cui se tu dai un Lotti a me, io poi dò un Minzolini a te,
  • "debitori" di analghi salvataggi che, coerentemente, non possono che restituire il  favore,
  • "conigli mannari" che, assentandosi probabilmente per non metterci la faccia, si sono dimostarti degni eredi degli eroici 101 che ieri non misero la faccia nell'accoltellamento di Prodi,
  • ma anche oltranzisti dell'ultragarantismo coerenti, specchiati e trasparenti come Luigi Manconi,
  • o chi, come il senatore Pietro Ichino, sembrerebbe aver invece applicato la legge Severino con sincero scrupolo e coscienza ed essere giunto, peraltro molto ragionevolmente, alla conclusione che, oggettivamente, c'è qualcosa di sbagliato nell'essere condannati in processo penale da una corte di cui uno dei tre membri era un avversario politico ed inoltre per lo stesso reato da cui si è stati assolti "perchè il fatto non costituisce reato" in sede civile.
E quest'ultima cosa, contrariamente ai giudizi sprezzanti un tanto al chilo contro la ka$ta, fa molta fatica a leggersi negli articoli di questi giorni.

Ciao

Paolo

2 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

come sempre le cose non sono semplici, e l'articolo di Ichino lo dimostra.

Il problema, credo, è che gente come Minzolini sia in Parlamento, e non solo per via delle liste bloccate.

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
il particolare riguardo con cui vengono trattati i parlamentari dalle "braccia lunghe" - YAWN!!! - della legge, doveva servire a coprirli da errori "nell'esercizio delle loro funzioni. E così si ritorna al discorso che facevo ieri a proposito di come tirare la coperta delle regole secondo convenienza.
E questo non è il caso.
Perché ciò per cui Minzolini è sotto "assedio giudiziario" ha origine quando era direttore del TG di RAI 1 dal 2009 al 2011 - peculato, abuso per la carta di credito aziendale, vistosi scoperto a cercato di tappare il buco - e quindi ben lontano da ricoprire una carica elettiva.

E quindi non meravigliatevi se poi ogni tanto nascono i Di Pietro che vengono visti come gli eroi solitari. In fondo la KA$$$TA se l'è cercat, continuino pure ad arrampicarsi sugli specchi.

Saluti.