I disinvolti coltivatori dell'odio

Buongiorno,

Ferdinand Gamper
riprendo il discorso iniziato ieri per fare un ulteriore (e, ammetto, un po' più azzardato) passo nell'analisi dell'odio che sfocia in risultati tragici come quelli della strage di Utoya, e per farlo riparto azzardando un altro paio di considerazioni sul caso di Ferdinand Gamper di cui ho già parlato qui.

La biografia dello spree killer di Merano può legittimamente far supporre che i motivi degli omicidi da lui commessi risiedessero esclusivamente o quasi in una serie di traumi psicologici e condizioni di marginalità che caratterizzarono la sua vita: parliamo di abusi sessuali e suicidi in famiglia, cose dalle quali non è facile uscire bene.

Credo però che ben in pochi dubiteranno del fatto che la scelta delle vittime non sia stata più che influenzata da un contesto in cui era (ed è tuttora) socialmente accettato considerare le persone di lingua italiana come diverse e in qualche modo nemiche. Quelli che vengono a rubare soldi, tranquillità, lavoro e donne. Quelli che corrompono la purezza dei costumi, delle tradizioni, dell'arte e della razza. 

Esempio di società non multiculturale proprio come
piace a Magdi Cristiano Allam: sono tutti identici
In Sud tirolo erano gli italiani. Altrove sono gli arabi, i rom, i gay, i negri, ...

E' probabile che la follia abbia armato la mano sia di Gamper che di Breivik, ma, almeno nel primo caso (ma molto probabilmente anche nel secondo) il bersaglio dei proiettili calibro 22 è stato molto credibilmente suggerito dal contesto in cui viveva il pluriomicida. Dal fatto che in fondo non è poi sbagliato dire che gli italiani in sudtirolo hanno rovinato l'ambiente idilliaco dei padri (o che i comunisti sono fonte di ogni male, scegliete un po' voi).

Murizio Ruggiero: integralista cattolico
E' per questo motivo che ho sempre trovato inaccettabile un certo modo di concedere spazio ed una certa allegra benevolenza in determinati media a personaggi che propugnano idee oltranziste. 

Chi come me ascoltava "La Zanzara", senza allontanarsi dalle ideologie dello stragista norvegese, ricorderà come siano stati ospitati in scioltezza ed allegria, senza un reale duro contraddittorio che denunciasse l'abominio delle loro ideologie ed il disprezzo per gli esseri umani di personaggi come Maurizio Ruggiero degli integralisti cattolici di Sacrum Imperium, o come Invernizzi di Forza Nuova, ma anche (cripto) razzisti come Borghezio, Fiore, Aliprandi, Prosperini o loro megafoni come Blondet.

Costoro hanno ricevuto un trattamento che rende loro e le loro ideologie socialmente accettabili. Indirettamente hanno ricevuto un aiuto ad indirizzare l'arma di un per ora ipotetico (per fortuna) folle contro i loro nemici. Rileggere certe cose e pensare a certe ospitate dopo la tragedia norvegese dovrebbe far correre più di un brivido lungo la schiena.

Se gli articoli di cui parlavamo ieri rivelano una mentalità in cui albergano i semi dell'odio, nei comportamenti di chi non tratta i propugnatori di quelle ideologie con la dovuta durezza ed accortezza (il che non significa non dargli voce, ma dargliela per la spazzatura che vale) io personalmente vedo le persone che con la loro superficialità ed ignavia annafiano e concimano quei semi e fanno crescere la pianta, e per questo le disprezzo.

Ciao

Paolo
da "Olympia" di Leni Riefensthal
Presentarlo solo come un bellissimo film non è riduttivo?

12 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

a proposito di zanzara, ieri il crux non poteva trattenersi del chiamare Borghezio a cui andrebbe suggerita una cura stile "arancia meccanica", l'estratto lo potete trovare sul sito di repubblica. Quello che non sopporto è il crux che lo chiama apposta ben sapendo le stronzate che dirà e godendoci come un riccio mentre troverei giusto che a uno cosi non si dovrebbe mai dare la parola per non influenzare negativamente le troppe menti disturbate che ci sono in giro. E poi faccio appello a Maroni che si vuole presentare come la faccia più seria della lega: se cosi è che gli diaun bel calcio nel culo a Borghezio e lo butti fuori dal partito.

PaoloVE ha detto...

@ MR:

a Cruciani piace giocare col fuoco di movimenti razzisti, oltranzisti e pericolosi.

E poichè garantisce ad ognuno di loro un palco (cosa più che legittima) ed una benevola ed accondiscendente accoglienza (cosa invece turpe e pericolosa), ne deduco che le loro idee, in fin dei conti, non gli spacciano granchè, visto che contribuisce più a diffonderle che a combatterle.

Ciao

Paolo

MS ha detto...

Probabilmente il nocciolo della questione radiofonica e' proprio l'ultimo punto che citi. Secondo me, ad esempio, una eventuale chiamata al Borghezio di turno potrebbe avere solo due scenari apprezzabili, a scelta del conduttore.
Scenario 1 Lo si chiama per insultarlo[1] finche' non abbassa. E se non si e' soddisfatti, lo si richiama per insultarlo ancora
Scenario 2 Lo si chiama per deriderlo.[3]

Entrambi gli scenari prevedono una coerenza[2] del conduttore non indifferente, In altre parole, se questa chiamata la si vuol fare, si indirizzano gli sforzi in un'unica direzione al fine di demolire l'ignobile di turno.
Secondo me l'effetto cabarettistico e' assicurato... la Zanzara ultima versione si sposerebbe bene, e riguadagnerebbe un ascoltatore.

Saluti,
Mariano

[1] -> ovviamente in maniera civile
[2] -> non credo sia il termine corretto, ma al momento non mi viene altro .:-)
[3] -> credo sia piu difficile come strategia poiche' prevede che il'intervistato non cambi tema

MS ha detto...

MR: mai dare la parola per non influenzare negativamente le troppe menti disturbate

Ecco, io non sono affatto d'accordo.
Questo e' un meccanismo di censura e cio' non mi trova d'accordo.
Il potere degli operatori radiofonici dovrebbe essere indirizzato per combattere le voci degli sciocchi e non ignorarle, cosa che purtroppo avviene fin troppo spesso.
Ignorare uno sciocco con posizioni oltranziste, sciocco la cui credibilita' per un qualche motivo congiunturale e' crescente, e' il male della societa'.
Modificando il senso delle tue parole, le menti poco preparate non capirebbero che e' uno sciocco :-)

Saluti,
Mariano

Michele Reccanello ha detto...
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Michele Reccanello ha detto...
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Michele Reccanello ha detto...

caro Mariano,
Il punto è un altro e l'ho scritto in altri termini, quando dico che ci gode, il Crux quando fa intervenire Borghezio su temi che riguardano immigrazione, islam, arabi... Sa dove va a parare. Se lo sa ci sono due strade:
1 sei una persona responsabile perché sai cosa ti dirà lo sciagurato, e allora eviti e fai intervenire qualcuno piu posato.
2 Se comunque decidi di farlo intervenire non serve a niente fare timide critiche durante, e le
prese per il culo dopo, quando ha detto quello che Crux voleva e che si aspettava.
So che per - diciamo cosi - l'economia della trasmissione certe uscite è solo grasso che cola, ma ai miei occhi è solo uno sporco e ripetuto gioco. Io rimango per il 1 punto e per questo non la trovo una censura

PaoloVE ha detto...

... Sono d'accordo con MS:

Sarebbe sbagliato ed antidemocratico non dargli voce, anche perchè determinati contenuti hanno bisogno innanzitutto di essere confutati, diversamente troveranno altre vie per diffondersi e diventare ancor più pericolosi.

Il fatto è che, pur in presenza di posizioni estremamente deboli e confutabilissime, in molti, Cruciani per primo, scelgono di barattare la garanzia della partecipazione alla trasmissione del personaggio dal nome di richiamo con un benevolo silenzio (o sommesso pigolio) sulle immani e pericolose stronzate che dicono, di fatto conferendo loro una patente di validità. Il che è una posizione da vili ed immorali.

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

lo sapete meglio di me perchè Cruciani fa intervenire tutti questi pazzi psicotici: per avere l'attenzione del circo dell'informazione.
Per questo non contraddice mai l'ascoltatore.ANZI
lui cerca di estremizzare ancor di piu le posizioni degli ospiti in modo da poter aver il "titolo" con cui si può richiamare la sua trasmissione sul sito di republica o in una breve dell'ansa.
E' malato di protagonismo il nostro caro cruciani, non gli importa un fico un secco che la società sia composta anche da persone cultirlmente deboli che potrebbero anche dar retta alle stronzate borghezziane.
...e michele non ,i comprirà mai di insulti senno quelli in trasmissione non ci vengono piu! e quelli anche se si sentono un minimo presi per il culo non rinuncerebbero mai ad un pulpito dal quale si può raggiungere un cosi vasto unumero di persone.

Cruciani il cinico ha il calcolo personale nelle vene.
que los demas se jodan!

Michele Reccanello ha detto...
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mariolino ha detto...

Carissimi, ormai Cruciani non lo seguo quasi più, se non leggendo qualche sporadico resoconto che compare ogni tanto su questo blog. Cruciani è anche più disprezzabile di Forbice, il che è tutto dire. Almeno Forbice ha una morale, una sua morale rigorosamente di destra, che non coincide con la mia ma intanto c’è. In una società organizzata con delle regole una qualche morale ci vuole, altrimenti sarebbe l’anarchia e la giungla. Cruciani invece chi è? Un amorale, cinico che non s’indigna mai: la sua è una zanzara che non punzecchia e che lascia spazio a tutti, se potesse anche a ladri ed assassini. I suoi ospiti sono quasi tutti beceri personaggi di centro-destra, e qui mi fermo per non infierire.
Manda lancia in resta Parenzo, ma lui, il direttorissimo, si guarda bene da contestare alcunché. La sua tattica è spingere i suoi ospiti a rilasciare dichiarazioni scottanti e, come dice Francesco, a far parlare di sé.
Quando tempo fa si parlava degli scandalosi stipendi e privilegi della casta, Cruciani tagliava corto in nome della demagogia. L’altra sera ha intervistato il prefetto di Milano intavolando una lunga discussione sulla sua auto blu, sul fatto che non era un’auto italiana, che poteva comparsi una Panda oppure, meglio ancora, andare in tram o bicicletta…Tutti i suoi precedenti discorsi sulla demagogia se li era bell’è scordati!
Meglio Forbice dunque? Certo che no. Meglio spegnere la radio e dedicarsi ad altro.

Per quanto riguarda Anders Behrin Breivik si sta facendo molto rumore per nulla. Uno che odia Hitler e l’Islam e ama Israele, un novello templare dei nostri tempi che ammazza poveri innocenti, può essere etichettato in una sola maniera: gli ha dato di volta il cervello. Deve solo essere rinchiuso in un ospedale psichiatrico e lì marcire fino alla fine dei suoi giorni. Nella civilissima Norvegia, che io conosco abbastanza bene, nonostante le polemiche di Magdi Cristiano Allam sulla tolleranza, il multiculturalismo, il buonismo ecc. montate sui giornali berlusconiani, non cambierà proprio nulla. Quando questa tragedia sarà archiviata la vita in Norvegia tornerà quella di sempre e Anders Behrin Breivik non sarà riuscito a cambiare proprio nulla.

Michele Reccanello ha detto...

A Paolo non è sfuggito questo post

http://www.keinpfusch.net/2011/07/norwegia-ii-ovvero-della-pessima-destra.html

ma probabilmente ad altri si...