Prenotate il burqa prima che finiscano

Buongiorno,

l’allucinante notizia del giorno è quella relativa all’azienda (la MaVib di Inzago) che, dovendo ridimensionare gli organici a causa della crisi e dovendo scegliere chi licenziare, decide di lasciare a casa le dipendenti donne “perchè sono il secondo reddito familiare e possono prendersi cura dei bambini”.

Una volta c'era il progresso
Vi invito a leggere anche i commenti (complimenti all’autore del primo della serie, un vero genio che si firma “over43” e scrive lapidariamente: “le lavoratrici di questa aziende che deve fare delle scelte, si facciano dare lo stipendio dalla Fiom“: è bello che abbia accordato un giorno di vacanza al suo unico e stanco neurone proprio oggi), perché ve n’è molti di assolutamente degni di nota nel loro rispecchiare la persistenza, l’ovvietà ed il forte radicamento di vecchi stereotipi sessisti, spesso presentati anche in una falsa ottica di pelosa attenzione alla famiglia ed alla società. Non vi nascondo che è una cosa per stomaci forti: alcuni commenti fanno proprio vomitare.

Capiamoci: non contesto che una parte delle considerazioni che vengono fatte abbiano fondamenti di verità, ma l’errore è accettare uno stato di fatto ingiusto e retrogrado come se fosse doveroso e normale o addirittura auspicabile. Tra parentesi è il modo migliore per precludersi ogni possibilità di progresso: auguri quindi per la barbarie prossima ventura!

Purtroppo l’Italia è (e probabilmente è sempre stato) un paese allergico alla meritocrazia, per cui sono convinto che l’impatto dell’economia segni in maniera particolare la nostra società, come ho altre volte sostenuto. Nelle gerarchie italiane troppo spesso prima vengono parenti, amici, accoliti e sodali, poi eventualmente i meritevoli.

Questo comporta che per far valere merito e diritti bisogna aspettare che l’economia tiri e che sia esaurita la lista dei prominenti. Ma comporta anche simmetricamente che, quando -come adesso- c’è crisi, merito e diritti vengano sacrificati per primi. Col risultato che una crisi impatta molto più pesantemente sull’Italia, che taglierà i meritevoli (più produttivi) invece che i raccomandati, piuttosto che su uno stato che taglierà i meno produttivi, selezionando darwinianamente i migliori,  indipendentemente da chi essi siano e diventando così più competitivo ed efficiente..

E se fosse suo il primo reddito?
E così, se, quando l’economia italiana in qualche modo cresceva, potevamo assistere in parallelo alla crescita di un ceto medio ed alla crescita del lavoro femminile, entrambi effetto della creazione di posizioni lavorative in eccesso rispetto a quelle richieste dai privilegiati, oggi l’ascensore sociale si è bloccato completamente e la condizione lavorativa femminile regredisce per quantità e qualità molto più di quella maschile.

Il processo, in una società come la nostra, è purtroppo scontato, ma in questa notizia vi sono alcuni aspetti che sono francamente sconcertanti oltre ogni limite, a partire dal terrificante silenzio (almeno non ne ho avuto notizia sino al momento in cui scrivo di suoi interventi) sia del Ministero delle Pari Opportunità che di chi non ne sta invocando l’intervento. Ma scherziamo? Se il Ministro Mara Carfagna non si fa sentire con forza in questa occasione per cosa mai dovrebbe aprire bocca?
Ministro, si faccia sentire, la prego!
L’altro aspetto solo poco meno sconcertante è la posizione di chi vorrebbe vedere nella discriminante adottata una libera scelta dell’imprenditore, magari persino illuminata nel suo paternalismo. L’imprenditore faccia il suo mestiere, se e come ne è capace, e non si interessi degli affari altrui, che quello che avviene ai suoi dipendenti al di fuori della fabbrica non lo riguarda e non lo deve riguardare, e di conseguenza non deve essere motivo di scelte aziendali. Con buona pace dei liberali de noantri che spesso lo starebbero giustificando volentieri. Usare criteri che non siano la produttività per decidere assunzioni, progressioni e licenziamenti è dannoso sia per l'azienda che per il Paese.

Infine è più doloroso che sconcertante, ed anzi in una qualche misura comprensibile anche se non certo giusto, che chi si è salvato dalla falce dei licenziamenti non si sia schierato con chi è stato licenziato al suo posto. Pensateci: sapendo che una metà sarà licenziata e di essere nella metà che si salva, avreste davvero avuto il coraggio di mettere in discussione la scelta e la vostra sicurezza? Io, per quanto mi riguarda ed in tutta onestà, non lo so.

Sarebbe bello raccontare che c’è stato chi ha avuto il coraggio di esporsi per i colleghi meno fortunati e scioperare con loro, e sarebbe ancora più bello poter dire che lo hanno fatto tutti, ma, onestamente, in questo clima di arbitrio, avrebbe avuto senso oppure sarebbe stato unicamente motivo di sostituzione nell’elenco dei licenziati di qualche inutile eroe?

Si, sarebbe bello.
Davanti a queste situazioni credo che al sindacato si presenti una alternativa principe per rimediare al disastro: "sostituirsi" all'imprenditore e trovare e proporre soluzioni alternative, che siano rimodulazioni dell'orario di lavoro, nuove commesse, nuovi clienti, ristrutturazione della produzione, innovazione del prodotto, ... ognuna di queste cose ha maggiori probabilità di successo di uno sciopero o di un presidio aziendale, persino davanti ad un imprenditore così chiaramente autocratico.

Ciao

Paolo


18 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

ovviamente condivido quanto scritto nel post.

Questo è quello che succede quando si lasciano proliferare le stramaledette e pulciose PMI. Come già detto, molti di questi "paròni", arricchitisi facilmente nei tempi di vacche grasse sono spesso totalmente inadeguati alla competizione globale. Naturalmente le spese le fanno i loro dipendenti.

E mi devo anche sorbire la pubblicità della CNA su R24, che orrore!

Saluti

Tommaso

PS: i commenti ai quotidiani online andrebbero studiati da un sociologo o uno psicologo. Esiste una soglia nel numero di commenti oltre la quale la probabilità che la discussione sia degenerata in offese personali è il 100%.

Il famoso "popolo della rete" è costituito in parte da questi commentatori da bar virtuale, spesso semianalfabeti che sfogano la frustrazione insultandosi per i propri errori di battitura quando non per si danno dei fascisti o dei comunisti.

Michele Reccanello ha detto...

L' argomentazione
perché sono il secondo reddito familiare e possono prendersi cura dei bambini.

E' una considerazione da cerebrolesi. Roba che non esisteva nemmeno nel 1800. Il CMM di "we want sex" naturalmente calza a fagiolo.

Evidentemente il cerebroleso che se ne è uscito con questa dichiarazione non ha mai riflettuto sul fatto che persino i padri si possono prendere cura dei bambini.
Oltre a questo il fatto che le donne lavorino, oltre a garantire un redditto aggiuntivo che è manna dal cielo in questi tristi tempi di crisi in cui una famiglia ben difficilmente tira avanti con un solo stipendio, garantisce l'indipendenza economica dal coniuge, altrimenti si continua nel solco di quanto avveniva qualche decennio fa con la moglie parte debole nel caso di divorzio e che si doveva sorbire le peggiori nefandezze quando il rapporto coniugale non funzionava più.

Roberto ha detto...

Paolo,

Devo ricordarti per quali "meriti" la signora ministro Carfagna siede sulla poltrona che occupa?

Diciamo che si trattava di usare la bocca, ma non per parlare.

Roberto

Roberto ha detto...

Per rifarmi al mio commento sopra, la foto spiega eloquentemente a cosa mi riferisco.

PaoloVE ha detto...

@ Roberto:

come saprai so essere perfido, e la scelta di foto e parole era assolutamente non casuale ma deliberata e cattiva.

Devo però ammettere che la Carfagna, in questo governo per me squallido ed asservito ad SB, aveva avuto il coraggio ed il merito di alcune scelte personali ed indipendenti che l'hanno sollevata una spanna al di sopra degli altri ministri (ha ammesso, scusandosene -un ministro che si scusa! In Italia! :-O -, di aver iniziato ad operare con pregiudizi ingiustificati contro i gay, ha collaborato con la Concia nel tentativo di far riconoscere le coppie di fatto, ...).

Sarei molto contento se si confermasse nella mia opinione, e mi stupirebbe più il suo silenzio che una sua presa di posizione, se devo essere onesto.

Ciao

Paolo

francesco.caroselli ha detto...

io trovo che certe frasi ci riportano nettamente vicino al medioriente piu retrogado.
Fra l'altro non capisco perchè non si potrebbe immaginare una famiglia in cui il padre sta a casa a curare i figli e la donna fuori a portare la pagnotta a casa...
Dov'è il problema?
Visto che le donne sanno lavorare forse gli uomini hanno paura di non sapere crescere i figli?

Uscite di queste genere sono offensive a 360 gradi. Per uomini e donne, almeno in questo non c'è distinzione!

PS - Ma che fine ha fatto francesca?

PPS-Vi linko un'intercettazione della Bergamini molto bella in cui candidamente si dice che "in Calabria stanno comprando i voti, stanno cacciando fuori i soldi.... stanno girando casa per casa a dare i soldi".
Ora se ancora qualcuno si chiede se siamo in democrazia io vi dico che qua in Calabria siamo al limite.

F®Ømß°£ ha detto...

Un pchino di sessismo c'è anche quando si allude all'arte orale della Carfagna. O no?

PaoloVE ha detto...

@ tommy:

in questa situazione il sessismo è meritato: istituzionalmente dovrebbe essere lei a combatterlo, invece tace. Quindi...

Ciao

Paolo

Roberto ha detto...

@Tommaso

A me non importa assolutamente nulla con chi faccia sesso la Carfagna e cosa gli/le faccia. Il problema e` la catena causale:

pompino al berlusca => poltrona da ministro

O, a seconda della qualita` della prestazione, un posto da consigliere regionale.

Come scrisse Cossiga in una delle sue poche uscite felici: "Ai miei tempi si offriva un filo di perle o un appartamento".

Ciao,
Roberto

F®Ømß°£ ha detto...

Non vi arrabbiate :-D

@Paolo

mi riferivo al commento di Roberto. L'osservazione nel tuo post è legittima.

@Roberto

Di Frattini non si dice mai che è stato il maestro di sci di B e ora fa il ministro, della Carfagna si è sempre detto che faceva i bocchini (non a caso) a B.

Ovviamente sono convinto anche io che sia immeritevole del ruolo che ricopre (a prescindere da come lo fa ora), è il modo facile con cui la si è sempre attaccata che non mi entusiasma.

Ciao

T.

PaoloVE ha detto...

@ roberto:

catena causale PRESUNTA! :-)

Ciao

Paolo, il famoso garantista!

Roberto ha detto...

@Tommaso

Ignoravo questa importante qualifica di Frattini. Un altro motivo per essere contento di essere espatriato.

Certo che mi sorprende questa notizia: vuoi dirmi che Frattini e` in grado di distinguere lo scarpone destro dal sinistro? Da solo?

Per quanto riguarda la Carfagna, non e` certo colpa di chi la attacca se lei (e berlusca) prestano il fianco a certi attacchi.

E` come se io andassi ai 200 in autostrada, mi beccassi una multa e poi me la prendessi perche` e` troppo facile dare le multe coll'autovelox.

@Paolo,

Certo, presunta. Pero` devi ammettere anche tu che e` piuttosto complicato spiegare in modo chiaro e trasparente la fulminea carriera politica di persone come Minetti, Carfagna, Gelmini o Brambilla (tanto per citarne qualcuna).

Ciao,
Roberto

Roberto ha detto...

@Tommaso,

Per completezza avrei dovuto citare Alfano e Letta ma anche la Santanché e tanti altri (Dell'Utri, ormai senatore e adesso basta perche` mi viene nausea a pensare a questa gente). Beurgh...

Insomma ognuno ha fatto il suo: chi lo ha sollazzato, chi gli ha parato il culo, chi si e` preso la colpa al suo posto... Ci sono poltrone per tutti.

Roberto

Michele Reccanello ha detto...

@roberto
Hai tutta la mia solidarietà ma guarda che ua al di là delle sfumature la pensiamo come te.

Ps visto che hai avuto un mezzo travaso di bile ti faccio sorridere con A. Alfano e la sua indimenticabile uscita "che il pdl diventi il partito degli onesti"
chissà quanti, a cominciare da chi lo accarezzava, si saranno toccati...sfumature la pensiamo come te.

Ps visto che hai avuto un mezzo travaso di bile ti faccio sorridere con A. Alfano e la sua indimenticabile uscita "che il pdl diventi il partito degli onesti"
chissà quanti, a cominciare da chi lo accarezzava, si saranno toccati...

Bull69 ha detto...

Personalmente sono perfettamente d'accordo con la decisione della dirigenza dell'azienda. E' un dato di fatto che nella stragrande maggioranzadei casi quello della donna sia il secondo stipendio della famiglia. poi se vogliamo ignorare la realtà va benissimo. A proposito, già che ci sono, vorrei anche dire che sostengo al 100% le quote rosa. Mi piacciono così tanto che le vorrei vedere aplicate OVUNQUE, dove perovunque intendo anche nelle imprese edili (ad usare il badile, ovvio, non in consiglio di amministrazione), nelle miniere, nelle acciaierie. Non si capisce perchè si debbano avere le quote rosa nei consigli di amministrazione e non fra gli operai che stendono l'asfalto ad Agosto. Il lavoro ha sempre pari dignità, no? Ah, dimenticavo: perchè no quote giovani, o anche qupte azzurre (per tutelare chi ha gli occhi di quel colore)?

Bull69 ha detto...

Personalmente sono perfettamente d'accordo con la decisione della dirigenza dell'azienda. E' un dato di fatto che nella stragrande maggioranza dei casi quello della donna sia il secondo stipendio della famiglia. poi se vogliamo ignorare la realtà va benissimo. A proposito, già che ci sono, vorrei anche dire che sostengo al 100% le quote rosa. Mi piacciono così tanto che le vorrei vedere applicate OVUNQUE, dove per ovunque intendo anche nelle imprese edili (ad usare il badile, ovvio, non in consiglio di amministrazione), nelle miniere, nelle acciaierie. Non si capisce perchè si debbano avere le quote rosa nei consigli di amministrazione e non fra gli operai che stendono l'asfalto ad Agosto. Il lavoro ha sempre pari dignità, no? Ah, dimenticavo: perchè no quote giovani, o anche quote azzurre (per tutelare chi ha gli occhi di quel colore)?

Michele Reccanello ha detto...

@Bull69

Diversamente da altri paesi più avanzati di noi sotto il profilo della parità uomo-donna e visto che in Italia è dura a ridursi l'enorme disparità di trattamento che esiste tra tra sessi, ritengo quello delle quote rosa un sistema, da applicarsi per un periodo di tempo limitato (p. e. 5, 8 anni), un sistema utile a far cambiare atteggiamento soprattutto alla classe dirigente che ha sempre un occhio di riguardo per i maschietti.

Quanto al fatto di proporre lavori pesanti conosco donne che non lo rifiuterebbero a parità di trattamento con gli uomini. Semmai sono i capo cantieri che si rifiuterebbero d'ingaggiarle. D'altra parte conosco anche maschietti che certi lavori come p.e. andare la mattina alle 4 nelle stalle a mungere il latte, oppure a fare lo sturatore di fosse biologiche... si rifiutano di farli ritenendoli denigranti.

PaoloVE ha detto...

@ bull69:

Mi pare che sulle quote rose tu voglia fare polemica o forse solo faccia confusione tra obblighi ed opportunità: non so se alle donne che si presentano per andare a stendere l'asfalto a ferragosto vengano offerte le stesse opportunità che agli uomini, come non so se agli uomini che vogliano fare i maestri d'asilo, nei nidi ed alle elementari si offrano le stesse opportunità che alle donne, so che alle donne in generale nel mondo del lavoro statisticamente queste pari opportunità non sono concesse, in maniera molto evidente e con danno per il paese.

Proviamo a guardare qualche altro brandello di realtà, oltre a quello che sottolinei e che nessuno vuol negare, e cioè che "nella stragrande maggioranza dei casi quello della donna sia il secondo stipendio della famiglia".

L'azienda avrà maggiori probabilità di sopravvivere licenziando le donne o gli elementi meno produttivi? O forse ritieni che le donne siano gli elementi meno produttivi. In tal caso su che basi, di grazia?

Se esistesse una discriminazione contro chi ha gli occhi azzurri e non fosse possibile risolverla diversamente non vedo perchè non si dovrebbe utilizare un meccanismo di quote: personalmente lo ritengo il male minore. Ma anche per questa ipotetica discriminazione sarebbe il caso di guardare la realtà. E la realtà, in Italia, dice che ad essere discriminate sono le donne, non le persone dall'occhio ceruleo.

Il fatto che le cose stiano in un certo modo non significa necessariaente che vadano bene in quel modo. E la discriminazione su basi diverse dal merito è uno degli esempi di questo fatto.

Ciao

Paolo