Grandi capi politici incapaci

Buongiorno,

un buon capo, un buon dirigente, tra le proprie qualità deve avere la capacità di interpretare i segnali che provengono dal contesto in cui opera per adeguare tempestivamente le proprie azioni agli eventi prevedibili in modo da poterli gestire a proprio favore.

Alla luce di questa banale considerazione mi piace provare a valutare per l'ennesima volta i nostri politici alla luce dello struggente senso di attesa che da giorni paralizza la politica italiana per la prima sentenza definitiva relativa a Silvio Berlusconi.

E mi piace cominciare dalla banale considerazione che i politici che a destra non hanno fatto alcunchè per predisporre una successione al loro leader, giungendo ad uccidere politicamente quel Gianfranco Fini che, unico di quella parte, aveva provato a rivendicare l'eredità di Berlusconi (magari provando ad accelerarne la dipartita).

Ora, visto che nell'arco degli anni Silvio Berlusconi è progressivamente giunto ad accumulare un numero molto consistente di inchieste e processi a suo carico, e visto che, per di più, ha frequentemente impostato le proprie strategie difensive basandosi sulla scelta di difendersi dai processi piuttosto che nei processi (ricordo che sono una decina i processi in cui SB ha beneficiato di prescrizioni, amnistie e assoluzioni per modifica della legge, condizioni spesso agevolate dal suo legiferare in senso favorevole all'imputato, che spesso era lui stesso), ritengo che fosse assolutamente prevedibile che, prima o poi, un processo potesse giungere a conclusione e che questa potesse essere sfavorevole all'imputato, giungendo quindi a rischiare la decapitazione della destra italiana.

Mi pare che questa situazione (che viene vissuta da molti in quello schieramento come potenzialmente esiziale) sia una ottima dimostrazione dell'incapacità della classe dirigente della destra italiana. Vedeva delle grosse crepe nei muri portanti, ma è rimasta bellamente in attesa del terremoto.

Per i politici di sinistra il discorso è per molti versi simmetrico: avendo davanti un avversario che aveva dimostrava chiaramente di avere volontà, capacità e mezzi per stravolgere le regole del gioco sia in campo politico che in quello giudiziario, aggirando la legge e piegandola a proprio favore, gran parte dei vertici della sinistra italiana hanno preferito attendere che sul problema SB giungesse una soluzione giudiziaria, piuttosto che sforzarsi di offrire una alternativa politica (ed anzi in molti casi cercando di esserne la fotocopia politica od offrendogli la spalla a puntello).

Ed il lungimirante risultato è che, in maniera assolutamente prevedibile e solo grazie a procedure giudiziarie che hanno poco di ordinario, tra prescrizioni ed amnistie, il primo giudizio definitivo a giungere in porto ci ha impiegato un po', lasciando a Silvio Berlusconi una ventina d'anni di libertà d'azione. Un'attesa un tantinello lunga, secondo me.

E questo non mi fa sembrare i kapataz di sinistra migliori dei loro colleghi di destra...

Ciao

Paolo

2 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buondi,
...in versione travagliesca stamane... ;-)

PaoloVE ha detto...

@ Michele:

credo che travaglio in questo momento stia festeggiando alla grande (per non dire altro. Si può dire si stia facendo una festa a due mani? :-)).

In realtà il post è di tre giorni fa. E piuttosto sconsolato: il tempo buttato via è l'unica cosa che certamente nessuno potrà darti indietro, e noi ne abbiamo buttato via troppo.

Ciao

Paolo