E, per finire, l'acutissimo analista del dopo ballottaggi

Buongiorno,

butto giù un ultimo schematico post di mie personalissime riflessioni / sensazioni sugli ultimissimi risultati elettorali, post che temo sarà improntato ad un fortissino bastiancontrarismo, almeno rispetto alla gran quantità di commenti dissonanti che sinora ho sentito in materia.

Comincio dalla situazione di cui cui più si parla, e cioè la sconfitta del PD a Livorno, sconfitta che personalmente fatico ad interpretare come una sconfitta epocale per il PD, perchè Livorno sarà anche la città dove è stato fondato nel 1921 il PCI e sarà anche stata amministrata per settant'anni dal PCI e dai partiti sorti dalle sue ceneri, ma, partendo dalle svolte e dagli strappi di Berlinguer per passare alla Bolognina di Occhetto e a tutti i cambiamenti successivi che hanno interessato il principale partito del centro sinistra, i cambiamenti di pelle e di anima sono stati tali e tanti che parlare di continuità tra PCI e PD è ridicolo e grottesco. 

Potrà andar bene per i burlonacci di Libero e de il Giornale, o per il moderatissimo neoeletto sindaco di Padova (1), ma ovviamente non è una cosa che sta nella realtà. E se qualcuno non ci arriva non è certo nelle umane possibilità farglielo capire, come non lo è estrarre un pensiero intelligente da un cristallo di quarzo ametista.

E, personalmente, non riuscirei a trovare "sano" un esercizio del potere ultradecennale in un qualsiasi contesto. Quindi, altro che lacrime e necessità di riflessioni: ben venga dal mio punto di vista la sconfitta del PD a Livorno e, più in generale, nelle roccaforti umbre e toscane (e nella speculare situazione di Bergamo) che da troppo tempo conoscevano una classe dirigente estratta con continuità da un unico (per quanto accidentato, contorto ed interrotto) alveo politico.

Passo alla presunta "frenata" dell'effetto Renzi in questi ballottaggi. Il centrosinistra si è aggiudicato oltre i 2/3 dei comuni dove era al ballottaggio, aumentando del 25% le proprie amministrazioni. Lo schieramento alternativo che ha fatto meglio è stato il centrodestra che si è accaparrato un sesto dei comuni. Nemmeno lo strapotere juventino nello scorso campionato è stato altrettanto rilevante. Penso non serva aggiungere altro.

E vengo al presunto successo del M5S. Perchè, con buona pace di chi veda nei successi di Livorno e Civitavecchia (per non parlar di Bagheria) l'inversione di rotta dopo la sconfitta alle Europee, io, fatti tutti i dovuti distinguo tra elezioni diverse, vedo l'esatto contrario, e cioè un partito che ha ottenuto un risultato strepitoso alle politiche, molto buono alle europee e che, invece, alle amministrative stringe un paio pugno di mosche a causa della scelta di non sviluppare alcuna alleanza. Per restare ai numeri, il M5S, forte di un consenso popolare in doppia cifra, ha conquistato meno del 2% delle amministrazioni in gioco. Quando questo sarà un successo io mi farò monacA. Stavolta si può davvero legittimamente ironizzare #vinciamopoi.

Come mai del disastro della Destra sembra non accorgersi nessuno?

E adesso torniamo a ragionare in termini di amministrazioni locali, e non di specchio distorto della politica nazionale, perchè, di dimenticanza in dimenticanza, sembra quasi che non ci si accorga che di questo si trattava.

Ciao

Paolo

(1) Un "in bocca al lupo" ai patavini, che hanno eletto un sindaco che si riserva di trasferirsi a Padova solo quando l'avrà resa una città sicura (!), che esulta per aver liberato la città dai comunisti (!!), festeggia tra canti "Chi non salta comunista è" (!!!), ma dichiara di voler essere il sindaco di tutti (!!!!). Giusto per rimarcare l'aderenza alla realtà di quanto il neosindaco ha dichiarato sinora. Altro che Livorno, qui di drammatico c'è che una città come questa non abbia trovato alternative migliori (e questo neoconsigliere ne è un esempio)...

6 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

d'accordo su tutto quanto scrivi, dall'assurdità della presunta frenata PD, alla pagliacciata del "successo" grillino, come sempre sovraesposto dai media.

Alcune cose sulla sventura capitata a Padova:

1) La vittoria di un razzista usato, in una città che non è leghista è dovuta principalmente al voto contro la vecchia amministrazione. Personalmente credo che contro il candidato PD, avrebbe vinto quasi chiunque.

2) Come ben scrivi è deprimente che non si sia trovato di meglio, né a sinistra, ma nemmeno a destra. In presenza di un candidato di centrodx dignitoso, non sarei stato troppo scontento dell'alternanza dopo dieci anni di amministrazione dello stesso colore. L'usato sicuro di Cittadella no, però!

3) Quando si ripete il mantra "sono tutti uguali" si potrebbe anche tenere presente i coretti da stadio della simpatica marmaglia leghista. Davvero tali espressioni folkloristiche sono patrimonio comune di tutte le forze politiche?

Su Livorno:

1) condivido al 100% che, da fuori, a me pare che anche qui sia un voto contro l'amministrazione uscente.

2) ho trovato il post di Luca Sofri http://goo.gl/IjHoiP uno dei suoi peggiori di sempre: mi pare che manchi completamente l'analisi.

Detto ciò, mi mangerò uno degli ultimi kebab.

Saluti dal medioevo leghista, in ritardo di vent'anni.

T.

PaoloVE ha detto...

@ T.:

"credo che contro il candidato PD, avrebbe vinto quasi chiunque"

da esterno ho avuto l'impressione che candidare il delfino dell'ex sindaco che non aveva brillato nel suo secondo mandato (nè successivamente coma ministro) non fosse una genialata.

"L'usato sicuro di Cittadella no, però!", questo è puro campanilismo di stampo calcistico :-)

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Buondi,
Conoscendo bene Livorno posso dire che è stato un voto contro il PD per i molti problemi della città, dalla pesante deindustrializzazione alla perdita di importanza del porto, per finire con alcune opere pubbliche che hanno fatto storcere il naso, me compreso, che riguardano sia la centrale piazza Grande o l'obrobrio di ristrutturazione dello scoglio della regina, per finire con la volonta portata avanti dalla vecchia amministrazione, di realizzare un nuovo ospedale, opera che dal mio punto di vista è una spesa inutile dal momento che il vecchio ospedale è una bella e notevole struttura fuori dal centro che ha bisogno di lavori di ristrutturazione. Insomma il colore del sindaco è solo un parafulmine, il vero problema di Livorno è la scarsa coscienza civica dei suoi abitanti e della mentalità media che nonostante tutto, non si vuole adattare al mondo che cambia.

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo

sbagli sul campanilismo. Personalmente detesto il Padova e il suo tifo fascisteggiante.

Il mio giudizio verso il leghista che ci siamo dovuti cuccare è dovuto alle sue iniziative al comune di Cittadella (dove i leghisti ci sono davvero) e al fatto che, da buon snob, un Sindaco abituato ad amministrare un paesone non mi piace per amministrare la mia città.

Saluti

T.

PaoloVE ha detto...

@ MR.:

leggevo l'analisi di Civati su Livorno che smentiva l'interpretazione che voleva la sconfitta del mancato cambiamento: candidato giovane circondato da giovani ed appoggato apertamente da Renzi e Boschi che si sono spesi personalmente per la sua candidatura...

@ T.:

:-)

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Leggo questa intervista a un Livornese DOC come Paolo Virzì, che conferma quanto ricordavo nel precedente commento, io che Livorno la vedevo da "lontano", da Calambrone:
Quando ero piccolo Livorno era una città industriale, sono cresciuto davanti a un orizzonte rigato dai pennacchi di fumo delle ciminiere. Adesso l’orizzonte è lindo, ma non sono riusciti a fare la riconversione, non hanno capito che era su quello che bisognava puntare, reinventando la città, pensando al turismo. Così lo spopolamento è andato avanti, hanno vinto quelli che vogliono andare a letto presto. Sono amareggiato, anche con i livornesi, che si sono sentiti ganzi cedendo al degrado culturale. Ho letto una scritta sulla vittoria, “è cambiata la musi’a e i sonatori”. L’ostentazione del dialetto racconta molto, dice tante cose

Continua poi l'intervista con questa sembra un esternazione alla mr. T. (e come non dargli torto?)
Ho visto che cercava gli assessori via mail con un bando...L’inadeguatezza della persona è già venuta chiaramente fuori. Nel pieno della festa e dell’euforia, davanti alla domanda civilissima di un giornalista tv, si è innervosito, ha strappato l’auricolare dall’orecchio, e se n’è andato. Se te la prendi in un momento positivo, in uno grave che cosa fai? Non vedo l’ora di smentirmi, il cambio era indispensabile, ma spero che ora Nogarin capisca il suo ruolo e si renda conto che lui, come tutto il suo Movimento, se vuole governare, deve imparare quell’arte alta e raffinatissima che è la politica. Altrimenti si fa come allo stadio, si stendono gli striscioni e ci si mette a urlare...

Saluti