Errori di mira

Buongiorno,

tra le notizie di questi giorni ce ne sono due che hanno preso un particolare rilievo: l'immunità parlamentare "a loro insaputa" per i futuri nominati nel nuovo Senato e le avventate dichiarazioni del prefetto di Perugia.

Sulla prima questione credo che ci sia talmente poco da dire da sembrarmi una situazione studiata ad arte per appuntare l'ennesima medaglia sul petto del generalissimo Renzi: posto che l'immunità parlamentare nasce allo scopo di sottrarre i rappresentanti del popolo a possibili arbitri giudiziari da parte di un regime tirannico, conferendo ai parlamentari uno status che riduce il loro rischio di essere arrestati allo scopo di impedirne l'attività politica (1), è evidente come, oltre a creare disparità tra chi è Senatore e chi non lo è nel bacino dei politici (sindaci, consiglieri regionali,...) da cui si attingerà per le nomine (2), non vi è motivo alcuno per cui chi è stato nominato debba temere una persecuzione politica da parte di chi lo ha nominato.

Quindi, davanti ad una situazione in cui nessuno ha interesse a rivendicare il ripristino di un privilegio ingiustificabile, tutto mi fa pensare che in realtà la questione non stia nei termini di una difesa (o pretesa) di privilegi da parte della casta, ma che domani applaudiremo entusiasti l'atto d'imperio del decisionista riformatore Matteo Renzi che metterà eroicamente la sua faccia sulla cancellazione dell'emendamento più impopolare del secolo (3).

Insomma, scommetto che assisteremo all'ennesima operazione di successo del marketing renziano. Se programmato o meno non saprei.

Quanto al prefetto di Perugia non intendo entrare nei contenuti di ciò che ha detto, che potrei anche in piccola (ma proprio minima) parte condividere, ma su alcuni aspetti di natura formale che rendono a mio modo di vedere corretto la sua rimozione dalla carica. E non parlo del fatto che si sia espresso molto sopra le righe in un contesto istituzionale che avrebbe richiesto ben altro atteggiamento: benchè assolutamente inopportuno, a tutti, alte cariche dello Stato comprese, può capitare di trascendere e sarebbe eccessivo essere rimossi dal proprio incarico per aver espresso quello che è evidentemente un paradosso.

Ma dal mio punto di vista è inconcepibile pensare che al giorno d'oggi in Italia possano esserci Prefetti che hanno evidenti grosse difficoltà nell'esprimersi in lingua italiana, come reso manifesto dal video incapsulato nel link che ho collegato sopra, perchè questo fatto crea qualche problema nella trasmissione dei messaggi in ingresso ed in uscita e mina l'utilità della funzione.

Ciao

Paolo

(1) Perchè di questo si tratta, malgrado il fatto che i nostri rappresentanti ne abbiano sistematicamente abusato a proprio uso e consumo castale.

(2) Il fatto stesso che uno sia anche senatore e l'altro no genera una disparità nello status: c'è al più da capire quanto questo giustifichi o meno una disparità nelle tutele...

(3) cui parrebbero aver contribuito, in maniera molto castale, anche degli esponenti del M5S ;-)

6 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

mi sfugge un po' il senso di "non vi è motivo alcuno per cui chi è stato nominato debba temere una persecuzione politica da parte di chi lo ha nominato."

A parte questo, se l'operazione di marketing fosse programmata, avremmo davanti un genio.

Pare invece sia un'altra la definizione dei grillini che riescono a proporre un emendamento che di fatto concede la cosiddetta immunità ai Senatori.

Il punto qui, comunque, è che si sta parlando di niente: la riforma del Senato è -oltre che scritta male- anche pessima nei contenuti, tutta tesa com'è al solo risparmio.

Grazie al pensiero unico anticasta, cui i media contribuiscono con la solita alacrità, non si può discutere di come funzionerà il nuovo Senato. Bisogna stare qui a indignarsi per "l'immunità", come se non fosse un dettaglio, per di più voluto da tutti.

Ben venga il marketing, a questo punto.

Saluti

T.

PS: Il prefetto di Perugia è un tipo da Zanzara, mi pare. Se lo sarà fatto sfuggire il Signore dell'Indecenza?

PaoloVE ha detto...

@ T:

"mi sfugge un po' il senso di "non vi è motivo alcuno per cui chi è stato nominato debba temere una persecuzione politica da parte di chi lo ha nominato.""

Il senso è che i Senatori saranno nominati tra consiglieri regionali e sindaci di assoluta fiducia. Non esattamente qualcuno contro cui verrà poi mossa una congiura politica volta alla loro eliminazione da parte di chi detiene il potere, che è il motivo per cui esistono civilissimi sistemi di immunità parlamentare di cui i nostri parlamentari hanno molto incivilmente sistematicamente abusato.

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno
"...che è il motivo per cui esistono civilissimi sistemi di immunità parlamentare di cui i nostri parlamentari hanno molto incivilmente sistematicamente abusato."
Ecco, dillo pure forte!

Nonostante che i nostri parlamentari sappiano benissimo che alla stragrande maggior parte degli elettori la parola immunita susciti odio e sdegno loro, noncuranti, continuano a riproporla in ogni occasione. C'è un modo molto semplice per ottenere l'immunità: smettere di delinquere, ovvero non rubare, non truffare, non corrompere. Cose che ai nostri "rappresentanti" non riesce proprio.

PaoloVE ha detto...

@ MR.:

"C'è un modo molto semplice per ottenere l'immunità: smettere di delinquere, ovvero non rubare, non truffare, non corrompere."

Stavolta mi cadi nel populismo: l'immunità aveva una ragione nobile e serviva proprio per tutelare da abusi chi non delinque.

Sono gli abusi che l'hanno trasformata in altro.

Personalmente ritengo l'immunità più necessaria di vent'anni fa in virtù di un sistema politico che sta portando sempre più in auge sistemi personalistici (e quindi intrinsecamente meno democratici).

Dall'altro lato confermo che non ha alcun senso lasciarla gestire come strumento politico autoreferenziale ai parlamentari, condizione che è la madre di tutte le attuali storture nella sua applicazione.

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

Paolo,
ma infatti ti dò ragione. Solo che quelli riparlano e/o ripropongono l'immunità ad ogni piè sospinto come un qualsiasi Berlusconi che (1)racconta che c'è la magistratura politicizzata etc. etc. In origine l'immunità era prevista per reati di opinione che nel mandato del parlamentare potevano anche starci. Ma un conto è dire o votare una cazzata, un conto però è rubare (a chi paga le tasse, dal momento che ne paghiamo troppe e sono, ulteriore colpa, gestite male e sperperate). Perché quando si viene indagati in altri paesi ci si dimette, se non altro per non lasciare il dubbio nel elettorato che si usa la carica che si ricopre per farsi gli affaracci propri, mentre da noi si->(1) e guai a dimettersi. Io invece penso che non ci deve essere l'immunità, ci deve essere l'obbiglo a dimettersi: si torna ad essere un cittadino normale con tutte le garanzie e tutele che valgono per tutti e intanto quel posto viene coperto da qualcun'altro. Se i magistrati si sono sbagliati si può tornare a tentare l'avventura politica, ma se non si sono sbagliati allora...

Se questo è populismo allora si, sono colpevole e non me ne vergogno

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo

"Non esattamente qualcuno contro cui verrà poi mossa una congiura politica volta alla loro eliminazione da parte di chi detiene il potere."

Sì, ma ipoteticamente un attacco per via giudiziaria può venire da un'altra parte politica o dal di fuori della politica.

L'immunità è una difesa del potere legislativo da quello giudiziario, indipendentemente da chi si serva di quest'ultimo.

Come in tanti altri casi, l'immunità in sé non è sbagliata, e pericolosa è la sua eliminazione, d'altra parte essa viene vista a causa dei personaggi impresentabili proposti e riproposti come un inaccettabile forma di diseguaglianza rispetto ai cittadini.

Cittadini tra i quali, va però detto, pullulano delinquenti della stessa fatta e dotati di un'immunità di fatto analoga, data dal potere economico.

Saluti

T.