Il gioco delle tre carte

Buongiorno,

mentre non mi meraviglia che durante l'elaborazione della riforma del Senato si torni a parlare della possibilità che venga pienamente reintegrata l'immunità palramentzre (senza che nessuno la voglia, sia ben chiaro!)  non riesco a trattenere il mio stupore davanti alla pretesa da parte di Beppe Grillo di essere coinvolto dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi nel processo di elaborazione delle riforme istituzionali, pretesa manifestata con una sorta di lettera aperta sul blog del comico genovese in prima battuta e successivamente in qualche modo ribadita con qualche tweet. (1)

E il mio stupore è ancora maggiore dato che da parte del PD -o meglio da Renzi- giungono segnali di attenzione (se non proprio di apertura) alla cosa. 

Il problema non sono certo i contenuti della proposta di Grillo che è già stata rigettata, ma l'atteggiamento da fastidioso bimbominkia troppo cresciuto che ha privato il padre - pdrone del M5S di qualsiasi credibilità come possibile interlocutore politico nell'arco di tutto questo inizio di legislatura.

Non serve un Richelieu della politica per capire che se fino a ieri trattavi i possibili interlocutori politici come sordidi appestati umiliandoli pubblicamente (o cercando di farlo) non ti sarà poi possibile ottenere da loro un rapporto paritario e di rispetto.

Grillo ha deliberatamente buttato via nel nome di una presunta purezza del suo movimento l'opportunità di contribuire attivamente al cambiamento delle cose, e per di più rinunciando a farlo dalla pazzesca posizione di forza che il voto delle politiche gli aveva consegnato e confinando qualsiasi ipotesi ulteriore di trattativa con il M5S alla voce "pericolose ed inutili perdite di tempo".

Per come stanno le cose gli resta il ruolo di spauracchio che costringe gli altri a mostrare segnali di cambiamento, senza però poter influenzare in alcun modo la direzione in cui viene posto il timone. Nemmeno se i segnali che lanciano sono unicamente estetici, come si diceva nei giorni scorsi.

Mi è quindi assolutamente misterioso quali obiettivi si ponga Renzi dall'incontro fissato per mercoledì, ma soprattutto perchè gli sia più facile ipotizzare una trattativa su basi molto labili con partiti o movimenti come FI o il M5S, che hanno come scopo spesso apertamente dichiarato la distruzione del PD, piuttosto che con le minoranze interne del PD che chiedono piccole correzioni rispetto alla rotta da lui tracciata.

Ciao

Paolo

(1) tweet peraltro pressochè contemporaneamente accompagnati da insinuazioni nemmeno tanto velate sulla correttezza di quanto PD e FI stanno facendo in materia, giusto pr ribadire che, in fondo in fondo, manca la capacità di iniziare ad imbastire qualsiasi accordo.

2 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Ciao Paolo,
Renzi non mi è simpatico per una serie di ragioni a cominciare da come si è comportato con il precedente esecutivo dicendo cose e facendo l'opposto. Però condivido in buona sostanza il tuo pensiero che mi hai espresso personalmente - curioso il fatto che ho espresso dei concetti simili a mia moglie qualche giorno fa - vsto che MR, al contrario di coloro che si sono succeduti al governo in questi anni, è estraneo alle colpe di chi lo ha preceduto merita un apertura di credito e, casomai, quando ci saranno delle proposte portate a compimento potrà essere oggetto delle nostre critiche.
Proprio per queste ragioni la indegna gazzarra di Marzo con lo streaming dell'incontro con Beppe Grillo mi è andata giù male. La legge elettorale è cosa che riguarda tutti e, purtroppo, persino di quel cdx che la porcata l'ha voluta dal momento che alle ultime elezioni qualche voto lo ha preso! Per cui era il caso che Grillo in quella occasione ascoltasse quello che proponeva il fiorentino e casomai DOPO avanzasse delle critiche in merito. Quella pagliacciata ha solo dimostrato un atteggiamento che non serve a nessuno e che non aveva argomentazioni da proporre.
L'apertura di Renzi a me non sorprende per niente, solo una mossa tattica per non dare alcun alibi al M5S di lamentarsi, e dal momento che si sono cucinati con le loro mani si dovranno render conto che in questo momento valgono come il 2 di picche quando la briscola è altro seme, e quindi via dietro la lavagna con il cappello da asino sulla testa! Ma comunque le aperture si possono fare in tanti modi, ma sulla apertura del M5S a giudicare da quanto a detto dalla Boschi che la base di partenza è l'Italicum, non c'è da gioirne molto dal momento che è una vera schifezza.

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

non riesco a non pensare che l'apertura di Grillo sia un tentativo di uscire dall'angolo in cui si è cacciato.

Mi pare molto difficile che l'esito non sia una nuova rottura con annessi strepiti e offese: il miliardario vuole poter dire che Renzi cattivo non ha voluto discutere con i democraticissimi grillini.

Rifiutando il confronto, cosa che sarebbe del tutto legittima, Renzi renderebbe facile per i grillini intonare i soliti lamenti.
Credo che egli voglia cogliere l'occasione per vedere il bluff e provare a vincere, ancora una volta.

Staremo a vedere, tanto noi non vinciamo comunque.

Saluti

T.