La casta dei giornalisti accoltella Giannino

Buongiorno,

temo che questo sarà l'ultimo post sull'affaire Oscar Giannino, che si sta concludendo nel peggiore dei modi per il giornalista millantatore di titoli smascherato alla vigilia delle elezioni e conseguentemente -giustamente, direi da parte mia- trombato.

 Dico che si sta concludendo nel peggiore dei modi perchè sembra che, tutto sommato in silenzio, la vicenda avrà per il conduttore delle conseguenze anche professionali prevedibili negli esiti anche se non nelle modalità.

Infatti Giannino, in ridicolo ossequio alla par condicio elettorale, era stato sollevato dalla conduzione della sua trasmissione in Radio24 quando aveva messo in campo Fare e, adesso, si ritrova davanti al paradosso che l'editore (sorprendentemente, ma poi neanche tanto visti gli ascolti e la ulteriore notorietà acquisita) vorrebbe reintegrarlo in trasmissione da luglio, mentre (questo ancor più sorprendentemente) il consiglio di redazione suggerisce all'editore di "consentire al collega di trovare altre opportunità professionali". (1)


Credo che il linguaggio truffaldino sia lo specchio di una fortissima ipocrisia nel pronunciamento: 
  • nessuno ha mai ritenuto le analisi giornalistiche di Giannino valide (o meno) per i suoi titoli, men che meno tra i colleghi. 
  • Nessuno tra gli ascoltatori si è mai sintonizzato sulla sua trasmissione per il suo master, per le sue lauree, per il concorso da magistrato o per lo zecchino d'oro, ma per sentire quanto diceva e come lo faceva, condividendolo o meno. Paradossalmente il suo look ed i suoi modi hanno avuto un peso superiore ai titoli in tal senso. 
  • Nessuno gli ha concesso l'iscrizione all'ordine dei giornalisiti per i titoli che non aveva e millantava. Per iscriversi all'ordine dei giornalisti non serve essere laureati. Magari qualcuno mi dirà che ai giornalisti è richiesto di non propalare balle. Per questi ho due risoste: Sallusti è tutt'ora iscritto all'ordine, dopo aver rimediato più condanne per diffamazione a mezzo stampa e, la balle di Giannino avevano un contenuto attinente alle notizie/analisi che dava/faceva per lavoro?
Quindi? Le analisi di Giannino adesso sono forse meno valide e credibili? Scusate, ma non ci siamo. 

Una laurea, un diploma, una specializzazione, un master sono una garanzia a priori della preparazione di un professionista, garanzia che può essere richiesta o addirittura -giustamente, secondo me- obbligatoria per professioni in cui le conseguenze dell'operato possono essere particolarmente gravi. 

Prima di affidarti un lavoro, se non ti conosco, voglio sapere che sei in grado di svolgerlo in maniera adeguata, quindi mi affido al titolo che lo certifica.

Ribadito che per essere giornalisti non serve alcuna laurea, e che quindi l'iscrizione all'ordine di Oscar Giannino non è inficiata dall'inesistenza dei titoli che millantava, Giannino ha eluso il meccanismo della garanzia a priori (e se per la sua professione tale garanzia fosse obbligatoria andrebbe sicuramente sanzionato per questo), ma in questo momento ha già dimostrato (in  un campo che ha poco di scientifico come quello economico, se vogliamo) di aver ottenuto un riconoscimento a posteriori di essere in grado di svolgere il suo lavoro.

A lui la certificazione a priori non serve più, oltre a non essere richiesta dall'albo dei giornalisti. Quindi la posizione del CdR mi appare come una mera vigliaccata ai danni del perdente di turno. Sarei curioso di sapere cosa ne pensano i colleghi come Milan e Barisoni...

E lo dico da persona che raramente è stata in sintonia con le tesi del giornalista.

Ciao

Paolo

(1) almeno abbiate quel minimo di coraggio necessario a dire le cose come stanno: volete lasciare a casa Giannino. Punto. Echeccazzo, un po' di fegato, perdio!

P.S.:Il ragionamento del CdR svaluta il titolo di studio almeno quanto lo ha fatto Giannino, perchè lo riconduce ad un mero obbligo burocratico -peraltro, insisto, non richiesto nè necessario per essere giornalista- a detrimento del suo reale valore di certificazione della preparazione professionale. E questo è persino peggio che millantarne il possesso avendo la preparazione necessaria.

P.S. 2: scopro di essere d'accordo con Feltri, il che mi fa temere di essere tragicamente in errore.

3 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Che dire, hai ragione su tutto, anche se concordare con Feltri rimane sospetto :-D.

Ci sarà lo zampino del gran visir ;-)

Saluti

T.

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
io la vedo da una prospettiva diversa. Posto che sono d'accordo al 100% con le tue osservazioni, se fossi nei panni di Giannino non avrei il coraggio di ritornare là dove tutto è partito, con le solite arringhe magari sulla meritocrazia e sulla serietà della nostra classe politica.

Il fatto di essere un venditore di frottole, lo dico con il massimo rispetto per il conduttore che umanamente mi sta simpatico e sul quale su molte critiche che faceva al sistema paese sono d'accordo, mi impedirebbe di rimettere in mostra la faccia, dal momento che saprei benissimo che la mia autorevolezza proprio per aver preso in giro un intero paese, sarebbe pari a zero.

PS la sua vicenda mi ricorda la vicenda delle teste di modigliani. Ve la ricordate? http://testedimodigliani.xoom.it/la_beffa_del_1984.html

MS ha detto...

Ottimo post, condivido totalmente.

@Michele:
infatti non ci mette la faccia, andrebbe in radio!!
Ovviamente scherzo... :-)

bye,
MS