What if the boss was Renzi?

Buongiorno,

da lunedì pomeriggio lo sport preferito degli autolesionisti del centro sinistra è affermare che il destino cinico si è ancora una volta accanito contro di loro conducendo il PD ad una sconfitta inesorabilmente causata dal fatto che a guidare la coalizione era Bersani invece di Renzi.

Personalmente ritengo questa specie di puerile psicodramma infondato, oltre che autolesionistico, perchè si basa su una serie di assunti indimostrabili e più incredibili che inverosimili che si sarebbero dovuti verificare in caso il leader del centro sinistra fosse stato Renzi.

Vediamoli un po', provando a mettere, come ho provato a fare ieri, qualche numero e qualche assunzione realistica in più:
  • Berlusconi non si sarebbe ricandidato. Come no. Ce l'ha garantito la stessa persona che ci ha assicurato di essere stato convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak...
  • Monti non sarebbe "salito" in politica. Come no. E ha organizzato un partito da 10% di votanti in meno di un mese.
  • Il centro sinistra avrebbe recuperato una parte di quei grillini che vogliono il rinnovamento. Probabilmente questo è vero, anzi, questo è l'assunto secondo me più ragionevole a favore dell'ipotesi cui gli autolesionisti si sono affezionati. Il fatto è che siamo un Paese anagraficamente vecchio, e ritengo che a fronte degli elettori recuperati, ve ne sarebbe stati un discreto numero in uscita perchè tremebondi davanti alla prospettiva di un cambiamento. (1)
  • Il centro sinistra avrebbe preso il 40%. Come no. Al netto del recupero di voti grillini di cui al punto precedente rimaneva la possibilità di recuperare i voti al centro. Anche ammesso che Renzi fosse riuscito a riposizionare il PD sulle posizioni di Monti come intendeva (credo che i numerosi transfughi renziani -Ichino, Adinolfi, Reggi,...- testimonino chiaramente che questa era l'intenzione di Renzi), avrebbe al più potuto guadagnare gli elettori di Monti, cioè al massimo il 10%. Ma avrebbe ragionevolmente perso un bel po' di elettori a sinistra in favore di Ingroia e Sel (sarebbe bastato sbandierare la sua ammirazione per Marchionne e un po' delle situazioni che gli erano state indirizzate contro nella campagna elettorale -la visita ad Arcore, gli attacchi in stile brunettiano ai dipendenti del Comune,...-). E sappiamo per di più quanto poco d'accordo vadano le idee di Vendola e quelle di Monti, per cui la stessa alleanza elettorale di centro sinistra sarebbe stata in discussione. Inoltre molti dei fedelissimi dei rottamati avrebbero portato il loro voto in altri lidi, oppure crediamo nell'Apparato dell'ex PCI solo quando ci fa comodo attaccarlo? (2)
Insomma, se vogliamo infliggerci inutili tormenti possiamo continuare a credere che Renzi ci avrebbe condotti verso un facile successo. Ma nella realtà tale ipotesi non mi pare particolarmente sensata, perchè ogni variazione allo schema politico di Bersani avrebbe comportato delle perdite di elettori che non vedo considerare da nessuno dei piangenti, oltre ai recuperi che adesso ci abbagliano.

Sia chiaro, con questo non voglio sostenere che le cose non sarebbero andate in maniera diversa, ma dubito fortemente che i risultati si sarebbero potuti discostare di molto da quelli attuali.

Invece di martellarci i testicoli alzando al cielo alti lai, in questo momento sarebbe più utile provare a gettare le basi per poter governare...
Ciao

Paolo

(1) non sto dando loro ragione, ma, ai fini di una vittoria alle elezioni, ogni loro voto perso pesa quanto quello acquisito da un grillino.
(2) si, lo so, SeL si era vincolato all'allenza col PD, ed anche tutti coloro che hanno partecipato alle primarie. Come Ichino, Adinolfi, Reggi & co a non lasciare il PD in caso di sconfitta di Renzi...

5 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

concordo con il senso del post. Specialmente sull'inutilità e la dannosità di questa tiritera dell'"Ah se ci fosse stato Renzi".

Come hanno scritto altri, molti di coloro che sostengono che avrebbero votato PD se ci fosse stato il sindaco di Firenze, usano questo argomento come scusa, ma alla prova dei fatti avrei voluto vedere. Ne avrebbero trovata un'altra, secondo me.

Va detto però, che esclusivamente con il senno di poi e avendo ben presente il comportamento dei media e il livello di una fetta enorme dell'elettorato, non ho grandi dubbi che con Renzi avremmo avuto un governo.

Un governo non di sinistra riformista, ma almeno non l'orrore da mal di fegato che ci troviamo adesso*.

Voglio essere chiaro, non rinnego il sostegno a Bersani, né di aver scelto lui alle Primarie. La persona più seria nel panorama politico rimane lui, Renzi compreso.

Visto che però la serietà non è il criterio che la stragrande maggioranza ha adottato per decidere chi voleva al governo, col senno di poi, oggi sceglierei il toscano.

Saluti

Tommaso

*Mi devo sfogare: c'è un delinquenziale miliardario che pretende di governare senza avere la maggioranza con l'approvazione di persone ignare delle regole che garantiscono la democrazia e in fin dei conti ostili alla democrazia stessa.

Matteo Faini ha detto...

Non sono elettore del centrosinistra, né delle primarie, ma un'amica più "inserita" in questo contesto mi ha illuminato con una riflessione che ritengo degna di condivisione.

Renzi non ha vinto alle Primarie perché alle Primarie vota (praticamente) solo il PD, e per l'elettore del PD (attivo, motivato, preparato, inserito) il leader non è troppo importante: quello che conta sono le idee, il lavoro di circolo, le proposte... E Renzi in questo spaventa: troppo leader, troppo innovatore, troppo esposto mediaticamente... insomma troppo simile ad un Berlusconi.

Il problema è che, invece, alle politiche votano tutti. E per molti di questi Bersani è semplicemente invotabile (troppo conservatore, troppo poco appetibile, troppo moderato, troppo di sinistra...), mentre Renzi avrebbe forse raccolto più consensi.
Da qui a dire che avrebbero raddoppiato i seggi ne passa, però...

Che ne pensate?

Michele Reccanello ha detto...

@Matteo
Io penso che è tutta da vedersi questa teoria. Forse è anche da prendere in considerazione che per elettori di B. avrebbero votato il PD in caso di vittoria di Renzi, ci sarebbero stati elettori del PD in fuga, perché non avrebbero digerito Renzi e sarebbero passati ad altro.

Comunque l'esito è stato questo e i se e i ma non cambiano niente nella storia. Premesso che la scelta del PD era legittima e le regole erano quelle, io critico il partito che non ha fatto le primarie aperte, nel senso che chi non aveva votato al primo turno poteva votare al ballottaggio. Questa scelta a me ha dato l'impressione di conservatorismo da parte dei vecchi del PD e così hanno evitato di essere inclusivi con altri potenziali elettori, solo per continuare a rimanere ai vertici.
Comunque tra il PD e l'ennesimo ritorno di B. ci sono anni luce: Almeno a sinistra la prova di uno straccio di democrazia interna c'è stata, dalla parte opposta no. Anche perché senza B. Angelino & co sapevano benissimo che sarebbero stati travolti.

Michele R.

PS qualcuno faccia presente ad Angelino & co che mr. B. non è eterno. Prima o poi si ritroveranno a navigare in alto mare da soli.

F®Ømß°£ ha detto...

@MR

anche se in molti ripetono questo mantra e grazie a ciò diventerà un fatto accettato, alle Primarie se uno voleva votare Renzi doveva solo prendersi il disturbo di farlo. Le primarie erano aperte a tutti.

Per quale machiavellico motivo bisognava stare alla finestra al primo turno per poi pretendere di votare al secondo?

Persone disinteressate, hanno preferito essere pigri e ora si permettono di lamentarsi.

Saluti

Tommaso

Michele Reccanello ha detto...

@T
Persone disinteressate, hanno preferito essere pigri e ora si permettono di lamentarsi.

Su questa tua osservazione sono d'accordo. Ho dovuto litigare persino con mia moglie che alla fine non ha particapato al primo turno, e poi voleva andare al secondo. Pigriza appunto.