Democracy for italian dummies

Buongiorno,

oggi vi propongo un post vagamente sociologico (!): pochissimi fatti, molte personalissime opinioni ed interpretazioni. Pigliatelo con tutte le cautele del caso: a scrivere è un ingegnere che scrive in un blog che si chiama Acuto come una palla, in fondo....

Dopo reiterate esperienze negative riportate negli anni tentando di esportare la democrazia in Paesi che non avevano una tradizione ed una cultura orientata in tal senso, abbiamo maturato una certa consapevolezza del fatto che la democrazia è uno specchio della cultura del posto e non banalmente un modello politico applicabile al di fuori ed al di là di questa.

Ci siamo resi conto che se esportiamo la democrazia in Iraq potremmo ottenere l'Isis, in Ungheria Jobbik, in Egitto i Fratelli Mussulmani. Tutte cose che con la democrazia hanno pochissimo a che vedere e che in Paesi di tradizione democratica sarebbero confinati in ambiti tanto ristretti quanto imbarazzanti.

Riconosciamo ormai con facilità il fallimento di questi tentativi condotti altrove un po' come i lontani parenti che vedono il nipotino una volta all'anno si accorgono di quanto sia cresciuto più dei genitori che lo vedono crescere (e si adeguano alla cosa) ogni giorno.

Riconosciamo i fallimenti ed eventualmente ce ne preoccupiamo se questo avviene in Ungheria, ma, secondo me, dimostriamo una singolare incapacità di riconoscere i sintomi di una degenerazione della democrazia per certi versi assimilabile a questi fenomeni (per fortuna ancora molto alla lontana) da anni in corso proprio in casa nostra. 

Forse proprio perchè ci manca un certo tipo di cultura politica che dovrebbe essere la base di una democrazia e la trasformazione ci avviene davanti un passo alla volta.

A mancarci, da sempre, è la capacità di rispettare l'avversario politico, riconoscendogli il valore di poter supplire agli errori della nostra parte. Nel dopoguerra i sostenitori del PCI erano tentati da ipotesi rivoluzionarie per spazzar via la DC, mentre quelli della DC confidavano nella costante presenza degli USA e nella capillare propaganda vaticana per impedire ai comunisti di avvicinarsi al potere. 

A nessuno dei due schieramenti interessava particolarmente l'opinione politica degli italiani: il prevalere della propria parte era per entrambi il valore primario. Col passare del tempo, diventate meno muscolari le contrapposizioni e meno estremistiche le posizioni, gli avversari avevano però mantenuto il loro valore di nemici, al punto che le definizioni di comunista e democristiano hanno continuato a suonare come un insulto persino decenni dopo che PCI e DC avevano chiuso i battenti (1): si era rimasti allo scontro politico (invece di essersi elevati al confronto, se volete giocare sui termini).

In questa situazione di immiserimento della cultura politica lo scontro si è abbassato dal piano politico a quello personale: se prima si opponevano partiti, valori ed ideologie, alcuni decenni fa si è scesi ad un livello più basso, quasi elementare di adesione o meno ai sostenitori di una persona, giungendo ampiamente a prescindere dal perchè. Ieri la persona si chiamava Silvio Berlusconi, oggi si chiama Matteo Renzi e, a conferma dell'adesione alla persona invece che ad un progetto/visione, spesso i sostenitori del secondo accettano da questo posizioni che avevano contestato pesantemente al primo e viceversa (2).

Messa in questi termini potrebbe sembrare che si tratti di un modo diverso di vivere la politica, ma che la cosa non abbia ripercussioni sulla possibilità dei cittadini di mantenere un ruolo centrale. 

Peccato che, con il passare del tempo, nella pratica, agli elettori italiani, in conseguenza della loro incultura politica, rimanga un ruolo ed un peso vieppiù marginale: un passo alla volta e senza che la cosa risultasse evidente ai più (come il figlio che vi cresce sotto gli occhi giorno per giorno senza che ve ne accorgiate) il valore del voto è stato progressivamente sminuito attraverso l'adozione di formule e tecnicismi che l'hanno svuotato (con liste bloccate e sbarramenti elevati, per esempio), sino ad esserci ultimamente del tutto sottratto in diverse situazioni (Senato e Province), lasciando il potere di disporre del Paese ad un numero sempre più ristretto di persone sempre meno rispettose dei nostri indirizzi politici.

Il risultato è che attualmente agli elettori è stato anche formalmente sottratto il voto per i rappresentanti al Senato e nelle Province (che però continuano ad esistere e ad avere un ruolo), è stato nella pratica sottratto il voto referendario (serve una Fukushima perchè si raggiunga il quorum, una volta che si somma all'astensionismo fisiologico il fronte del no, e in caso di vittoria dei referendari non è detto che il Ministero dell'Agricoltura non venga abrogato per far nascere quello delle politiche agricole) ed il voto alla politiche o alle regionali avviene all'inteno di recinti stretti e molto ben delimitate dalle segreterie dei partiti.

Non un bel sintomo, se ci pensate. Come diceva il Marchese del Grillo? Io so' io, e voi non siete un ca**o...

Ciao

Paolo

(1) Ricordate il famosissimo invito a votare DC turandosi il naso di Indro Montanelli? Se ci pensate è la summa di questa situazione, perchè riesce a racchiudere un doppio insulto: alla Dc che puzzava ed al PCI che sarebbe stato addirittura peggio...

(2) Si, lo so, è scritto in maniera molto contorta. Il succo sta nelle due provocazioni favorite di noi gufi rosiconi ai sostenitori di Renzi: a) "Cosa avreste detto se lo avesse detto/fatto Berlusconi?" e b) "Lo diceva/faceva anche Berlusconi".

7 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

anche oggi faccio il disco rotto.

C'è stata un'evoluzione della politica in Italia dovuta alle scelte degli elettori. Possiamo chiamarla incultura politica, ma in realtà per alcuni è proprio disprezzo della democrazia, oltre che fraintendimento del suo funzionamento.

Praticamente ogni volta che c'è stato da scegliere, la maggioranza ha scelto il peggio, mentre la minoranza sottovalutava il pericolo rappresentato da questo peggio.

Piano piano, dal momento che i metodi del peggiore garantivano consenso, questi si sono diffusi e oggi siamo nell'assurda situazione per cui di fatto sembra non esserci più scelta e il nostro voto perde valore e possibilità di essere espresso.

Meno male che almeno ci danno i rigori ;-)

Saluti

T.

Lorenzo Savoini ha detto...

Analisi accurata che mi sento di condividere. Una piccola annotazione: decenni nei quali si è tralasciato d'insegnare agli italiani un minimo d'educazione civica hanno prodotto una generazione che non ha idea dei fondamenti, del significato e dei meccanismi della democrazia.

MS ha detto...

Sono anni in cui, dalle nostre parti, l'emotività vince la ragione.
E questo comporta che la complessità dei ragionamenti è lontana ai più, non soltanto dagli elettori, ma anche dagli eletti.
Quindi, in politica nazionale si battaglia sul piano personale, in politica internazionale i movimenti interventisti pubblicizzano le atrocità, ...

Ma possiamo anche vedere il tutto in piano squisitamente domenicale, aggiungerei da poltrona.
Ad esempio, fischiano uno o più rigori a favore di una squadra (per essere preciso aggiungerei zebrata) quando non ci sono. :-)

bye,
MS

PaoloVE ha detto...

...e io che pregustavo un post in stile "Fuga Juve!"...

Ciao

Paolo

MS ha detto...

Anche se sei (e la maggioranza relativa qui lo è) un b/n, ho intuito/ipotizzato che questa volta ti saresti esimato[1]... "le fatalità" hanno avuto maggior peso rispetto le forze in campo :-)

bye,
MS

Note:
[1] -> per pudore?? ;-)

PaoloVE ha detto...

@ MS:

hai ipotizzato bene. C'è una evidente faziosità nell'esagerare l'accaduto, ovviamente a danno della Juve. Ogni decisione dubbia è considerata ovviamente un errore tendenzioso e non si vuol vedere le decisioni di segno opposto.

Il fallo su Pogba era sulla linea: l'arbitro ha deciso per il rigore a favore della Juve. Scandalo.

Il fallo di Liechtsteiner concludeva una serie di scorrettezze reciproche iniziata ben fuori area: l'arbitro ha deciso di non interrompere e concedere il rigore a favore della Roma. Nessuno scandalo.

Per me fa il pari nella pratica con la decisione precedente, al netto dello scandalo: vorrei capire perchè non è così.

Un difensore in barriera, con la barriera schierata all'interno dell'area tocca col braccio alto la palla. Non mi pare un errore tragico optare per il rigore, anche se nemmeno secondo me lo era, dopo qualche comoda moviola.

Il fuorigioco che dovrebbe inficiare il gol juventino decisivo è tale solo con le regole in vigore sino al campionato scorso (che segnalo essere concluso con ampio vantaggio della Juve su tutti gli altri)? Chissenefrega.

L'allenatore ed un giocatore della Roma scelgono di tenere comportamenti che impongono l'espulsione e rendono complicato un sereno arbitraggio: nessuno ne parla, ma forse ha influito sulla sconfitta più degli errori veri o presunti dell'arbitro.

In sintesi: chi parla di furto sbaglia molto più e molto più tendenziosamente di Rocchi.

Magari il campionato si concluderà con lo stesso distacco dell'anno scorso, ma sappiamo tutti che per i secoli a venire sarà ovvio che il risultato di domenica sarà considerato fondamentale e che, sul campo, c'è stata anche una traversa della Juve a dire che non era poi così distante dai valori espressi in campo.

Purtroppo non è clima dove fare sfottò come mi sarebbe piaciuto.

Ciao

Paolo

PaoloVE ha detto...

...nell'elenco dei "furti di democrazia" ho omesso di inserire le leggi di iniziativa popolare.

Scusatemi per la dimenticanza, ma è da così tanto tempo che alcune centinaia di migliaia di firme autenticate attendono di veder esaminata la loro proposto che me n'ero ormai quasi dimenticato...