Lirica e stecche

Buongiorno,

ieri le vicende del Teatro dell'Opera di Roma, che nei giorni scorsi erano tornate alla ribalta per le dimissioni del Maestro Muti, sono culminate nella decisione del Comune di Roma di procedere al licenziamento di oltre un terzo del  personale del Coro e dell'Orchestra, per esternalizzarne l'attività.

Nei giorni scorsi avevo provato a cercare di capirci qualcosa su uno degli aspetti della vertenza che meno mi apparivano chiari, aspetto peraltro fondamentale, e cioè il perchè di una posizione apparentemente suicida o quanto meno autolesionista dei musicisti, che da quanto emergeva dalla maggior parte degli articoli, apparivano essere la causa prima (se non l'unica) dell'abbandono di Muti a causa delle loro pretese e delle loro bizze, andate ben al di là del ragionevole.

In realtà non ero riuscito a trovare nulla di chiaro se non un riferimento ad un'irruzione nel camerino di Muti conseguenza di una situazione già ampiamente degradata.

A questo si accompagnavano molte fumose indicazioni di scioperi proclamati ed annullati, prime messe in discussione, caterve di indennità fantasiose al limite dell'assurdo, scioperi, privilegi, divisioni sindacali e capricci davanti ai quali qualsiasi operatività del teatro era compromessa.

A fronte di tanta vaghezza negli articoli precedenti, a corredo della notizia ieri c'erano due numeri che mi hanno reso quanto meno perplesso quanto meno rispetto all'ammontare dei privilegi, privilegi che adesso mi sento di indicare come presunti, senza dare per scontata la loro evidenza, come stanno facendo invece i giornali.

Ed i numeri sono quello relativo ai dipendenti dell'orchestea e del coro (460 persone) e quello relativo al loro costo annuo, che ammonte a 12,5 milioni. Il che, con una semplice divisione, ci dà la remunerazione media lorda di una di queste persone: poco più di 27mila euro annui lordi per una attività che richiede anni di studi ed esercizio prima di cominciare ad essere minimamente reminerativa.

Calcolatevi il netto e ditemi se vi pare lo stipendio di un privilegiato (1).

Insomma, continuo a non avere motivi per pensare che la situazione fosse rimediabile, ma davanti agli unici due dati chiari che trovo ho molti dubbi sul fatto che attribuire tutto il caos alla difesa castale di privilegi irragionevoli sia una interpretazione piuttosto stiracchiata e semplicistica (2).

Ciao

Paolo

(1) Correggetemi se sbaglio, ma mi risulta che gli orchestrali normalmente si paghino di tasca propria gli strumenti -chiedete quanto può costare un buon violino- ed i corsi di aggiornamento. E per quanto riguarda gli orari, come e più che per gli insegnanti, non pensiate che si limitino all'attività svolta con il resto del'orchestra: ampia parte viene svolta da soli, a casa. Così, solo per dirvi un altro paio di cosette che negli articoli non trovate.

(2) un po' come sperare di risparmiare 3,4 milioni esternalizzando l'attività dei 182 licenziati (asseritamente ad una società formata dagli stessi artisti), che ai valori di cui sopra ne vale meno di 5.

5 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,
27k euro è poco di più dello stipendio lordo di un operaio (Me ne intendo). Però credo che possono prestare la loro arte per altre manifestazioni/concerti/rappresentazioni oltre che avere la possibilità di insegnare. O mi sbaglio?

PaoloVE ha detto...

@ MR.:

"credo che possono prestare la loro arte per altre manifestazioni/concerti/rappresentazioni oltre che avere la possibilità di insegnare"

Penso di si, compatibilmente con gli orari.

Il fatto è che se paghi X ottieni per X. E vai incontro a rivendicazioni (che a questo punto non sono esattamente irragionevoli a priori) per quello che va oltre: Straordinari, Tournèè, ...

Ciao

Paolo

Anonimo ha detto...

Prima parte teatro opera prende 2300 al mese.
L'indennità Caracalla la prendono.... o prendevano... solo per i giorni di spettacolo all'aperto(19 euro circa al giorno) a fronte di strumenti pagati di propria tasca che si spaccano, crepano...e quando ti va bene possono essere riparati(di tasca tua) oppure te li ricompri ...sempre di tasca tua. Un buon fagotto costa 600000 euro, per non parlare di violini, violoncelli...Mio marito in 15 anni ha dovuto cambiare tre volte lo strumento o perchè crepato o perchè sfibrato..e non solo i sacrifici a casa più le beffe oggi degli ignoranti.
Quando suonava per cose esterne al teatro gli levavano la giornata dallo stipendio.Stando a quello che si legge su giornali e internet
ero ricca e non l'ho mai saputo!
Come mai sto in un buco di 69 metri quadri?
Ah adesso leggerò che aveva l'amante!

Anonimo ha detto...

fagotto sessantamila euro talmente la foga nel rispondere....

PaoloVE ha detto...

@ Anonima:

la prossima volta firmati, per cortesia.

Grazie per le conferme su retribuzioni e costi. Un giorno mi hanno detto quanto costa "incrinare" (ripristinare il crine) un archetto per violino. Sono rimasto sbalordito.

Sei in grado di confermare anche che gli orari limitati di cui ogni tanto si sente parlare comprendono solo parte dell'attività (come le famose 18 ore dei docenti scolastici)? Mi è parso di capire che buona parte della preparazione di un pezzo venga eseguita a casa, da soli e fuori orario e che l'orario "istituzionale" copra solo concerti e prove collettive o poco più...

Ciao

Paolo