Giudizi e sentenze

Buongiorno,

oggi non perdetevi il post di Tommaso ad ora di pranzo!

la sentenza che ha condannato i membri della Commissione Grandi Rischi per omicidio colposo plurimo sta suscitando molto clamore e molte reazioni a mio modo di vedere affrettate, in un senso e nell'altro, in quanto largamente incentrate sull'idea (infondata in attesa delle motivazioni della sentenza e a mio vedere oltremodo improbabile) che i giudici abbiano accettato la tesi che la commissione avrebbe dovuto prevedere, a fronte dello sciame già in atto, la scossa.

Da quel che capisco la scienza in materia, è ancora ben lontana dal poter fare questo, limitandosi per ora ad indicazioni statistiche e a constatazione di correlazioni tra eventi geologici, fisici e chimici che per ora non sono ancora in grado di fornire indicazioni atte ad una utile previsione di un evento, ma solo al fine di incicare delle tecniche costruttive adeguate.

Mi meraviglia che, visto che questa considerazione mi pare essere largamente condivisa, in pochi stiano ragionando applicando un altro diverso punto di vista, che personalmente ritengo più probabile, e cioè il fatto che lo sciame in atto richiedesse da solo ed in sè e per sè dei provvedimenti diversi da quelli che la Commissione ha (o non ha) adottato, e che questo possa essere il motivo della condanna.

In fondo dallo stesso verbale della Riunione emergono riferimenti a scosse inserite nello sciame che andava avanti da mesi che erano singolarmente in grado di causare danni limitati (di questo parliamo in presenza di una scossa del IV grado Richter), ed è ragionevole supporre che il loro effetto sulla solidità degli edifici abbia finito con l'essere amplificato dal fatto di essere inserite un prolungato susseguirsi di scosse anche di magnitudo inferiore.

E nello stesso verbale emergono segnalazioni di criticità legate alla sismicità del luogo nonchè di intrinseca debolezza di particolari elelmenti architettonici.

Ecco, io, in attesa delle motivazioni della sentenza, credo sia più probabile che i giudici abbiano ritenuto di condannare l'insufficienza di quanto disposto per mettere in sicurezza l'Aquila a fronte di un evento in essere (un prolungato sciame sismico con punte sino al IV Richter), piuttosto che la mancata previsione della catastrofe. 

Ed in tal senso probabilmente delle difese volte a dimostrare che la Commissione aveva disposto quanto di sua competenza in termini di controlli e ripristini della sicurezza degli edifici (ove questo sia stato fatto) sarebbero state più efficaci di quelle volte a dimostrare che il terremoto non era prevedibile.

Con questo non voglio dire che necessariamente i giudici ci abbiano azzeccato, nè che sono d'accordo con loro (non ho elementi nè in un senso nè nell'altro, ma sono comunque perplesso davanti alla condanna), ma mi pare che qui si stia cercando di sposare l'ipotesi più irragionevole, quella della vendetta contro la scienza, quando il rasoio di Occam suggerirebbe altro.

Ciao

Paolo

3 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

che i toni melodrammatici sulla "condanna alla Scienza nel paese di Galileo" siano fuori luogo, è evidente a chiunque abbia buon senso.

Resterà da capire, quando uscirà la sentenza se si è punita una "cattiva comunicazione" come scrivono in molti o, come sostieni tu la assenza o scarsità di precauzioni e messe in sicurezza alla luce degli eventi dei mesi precedenti.

Trovo comunque piuttosto strano che le condanne siano identiche per tutti i membri della commissione, e dubito fortemente che questo possa essere confermato in appello.

Va aggiunto infine che le conseguenze di questa sentenza si faranno inevitabilmente sentire. Dal punto di vista di chi dovrà prendersi responsabilità in situazioni del genere, e da quello dei tanti amanti di complotti e "scienza non ufficiale".

Saluti

Tommaso

Roberto ha detto...

Magari si tratta di qualcosa collegato a questo:

http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/01/18/news/processo_maddalena_g8_terremoto_l_aquila-28302134/?inchiesta=%2Fit%2Frepubblica%2Frep-it%2F2012%2F01%2F18%2Fnews%2Fil_terremoto_negato-28369392%2F

Ciao,
Roberto

Michele Reccanello ha detto...

Buongiorno,

Anche a me la sentenza aveva lasciato sbigottito se, come ha fatto la stampa, la presenti come una condanna per l'incapacità degli scienziati di prevedere il terremoto. Poi ho letto l'editoriale di Travaglio e la situazione viene completamente ribaltata:
"Perché basta leggere di che cos’erano accusati i sette imputati per capire che a nessun magistrato è mai saltato in mente di accusarli di non aver previsto il terremoto: semmai di aver previsto che il terremoto non ci sarebbe stato, dopo una finta riunione tecnica (durata 45 minuti) a L’Aquila, “approssimativa, generica e inefficace”, in cui non si valutarono affatto i rischi delle 400 scosse in quattro mesi di sciame sismico. E, alla fine, di aver fornito “informazioni incomplete, imprecise e contraddittorie sulla natura, le cause, la pericolosità e i futuri sviluppi dell’attività sismica in esame”. Così rassicurati, almeno 29 aquilani non uscirono di casa, come sempre facevano negli ultimi mesi, la sera del 6 aprile: e furono sepolti vivi. Che lo scopo della riunione fosse tutto politico e per nulla scientifico, l’aveva confidato a una funzionaria Bertolaso alla vigilia: “Vengono i luminari, è più un’operazione mediatica, loro diranno: è una situazione normale, non ci sarà mai la scossa che fa male”. E, prim’ancora che i tecnici si riunissero, dichiarò: “Non c’è nessun allarme in corso”. Prima di entrare, Bernardo De Berardinis (un ingegnere idraulico che si vanta della totale incompetenza in materia sismica) già aveva stabilito che “la comunità scientifica conferma che non c’è pericolo: la situazione è favorevole”.
Poi stamane salta fuori pure questo e così tutte le mie convinzioni sull'onesta e le capacità di persone come p.e. Boschi, crollano.

PS immagino che Tommaso preparerà la pistola appena leggerà il nome di Travaglio...