Circa la decadenza di Berlusconi

Buongiorno,

visto che la politica italiana, esuarito l'impegno del Pdl a imporre il rispetto delle proprie promesse elettorali rispetto all'aliminazione dell'IMU, viene inchiodata sulla sola questione della decadenza di Silvio Berlusconi (a chi volete interessi lavorare per impedire l'incremento dell'IVA, il Paese si fotta...), mi butto in un paio di considerazioni sull'argomento, perchè almeno una di queste probabilmente è poco in linea con le attuali più diffuse posizioni di sinistra, sempre che di sinistra vi sia qualcosa in Italia al giorno d'oggi.
Premetto che:
  • ritengo che nessun politico dovrebbe mantenere i propri incarichi nè essere ricandidabile già dopo una eventuale condanna di primo grado (salvo poter essere reintegrato in caso venga riconosciuto innocente in un grado successivo)
  • ritengo inutile ed ingiusto che si debba richiedere autorizzazione al parlamento a procedere contro un politico, che anche senza questi mezzucci dispone di mezzi di difesa ben superiori a quelli di un cittadino comune, che ovviamente non è tutelato da strumenti simili
  • ritengo ridicolo che la destra abbia creato, grazie alla sua incapacità di trovare alternative a SB; i presupposti perchè l'affaire della sua decadenza possa anche solo assomigliare ad un problema per il sistema politico italiano
 Insomma trovo una totale folle assenza di buonsenso il fatto che Silvio Berlusconi, dopo una condanna definitiva -per un reato compiuto ai danni dello Stato, per di più- possa sedere in Parlamento, altro che porsi il problema di decidere se debba decadere o meno.

Ma la questione in questo momento è posta in altri termini (e probabilmente è mal posta) e quindi devo anche ammettere che, senza ragionare su costituzionalità o meno, penso che non sia una mossa intelligente l'applicazione retroattiva di una norma, non foss'altro che per il fatto che uno strumento simile renderebbe possibili se non addirittura facili degli arbitri molto pesanti ai danni di chiunque sostenga una posizione scomoda (1). In fondo, basta attaccare la pena accessoria della incandidabilità ad una di quelle norme di equivoca interpretazione per le quali si rimane un po' border line (la bottiglia di vino pregiato regalata a fine cantiere è corruzione?) e il gioco è fatto.

Non si illudano gli innocentisti oltre il terzo grado: dal mio punto di vista e per la stessa logica le prescrizioni e le assoluzioni sopravvenute perchè la modifica legislativa ha cancellato il reato (o altrimenti modificato le regole in corso d'opera) sono per me altrettanto errate e pericolose, perchè espongono la parte lesa al rischio di non essere tutelata adeguatamente sulla base di valutazioni analoghe. E, nel caso di Silvio Berlusconi situazioni di questo genere, che peraltro non necessariamente avrebbero portato ad una condanna, abbondano in maniera imbarazzante.

Ciao

Paolo

(1) Il che è ben diverso dal sostenere, come fa un pessimo Violante, che SB ha il diritto di difendersi. L'aveva durante il processo. Dopo la condanna definitiva non più. Nessuno gli vieta di arrivare alla corte dei diritti dell'uomo o amche più in su, ma dopo tre gradi di giudizio non credo debba essergli garantito di farlo col culo incollato allo scranno più di quanto lo Stato vada garantito dal rischio di teneresi all'interno n delinquente.

11 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

sono d'accordo praticamente su tutto.

Dovrebbe essere più una considerazione di opportunità quella che tiene fuori dal Parlamento i condannati (anche non definitivi). Se non a livello personale, almeno a livello di partito dovrebbe essere norma che chi ha delle condanne dovrebbe lasciare l'incarico pubblico.

Purtroppo non è così e ho il dubbio che forse vada stabilito per legge, vista la situazione attuale*, anche se in linea puramente teorica le garanzie per le istituzioni previste (autorizzazione del Parlamento compresa) sono giuste.

L'applicazione retroattiva della legge pare anche a me una grossa forzatura, anche se non userei il criterio dell'intelligenza per giudicare ciò che concerne l'applicazione di norme.

Ho trovato solo articoli che sono contrari alla retroattività, hai qualche link a favore per capire che argomenti usa?

A questo punto ti chiedo, però: il PD dovrebbe votare contro la decadenza, secondo te?

Saluti

T.

PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

non ho trovato molto, alcune posizioni sono esplicitate in questi due articoli:

1. http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2013-08-21/retroattivita-mappa-interpretazioni-064339.shtml

2. http://www.corriere.it/politica/13_agosto_19/applicabile-o-no-giuristi-si-dividono_c22e841e-0893-11e3-abfd-c7cdb640a6bb.shtml

A senso credo che, malgrado tutto, voterei per la decadenza: in fondo si traterebbe di una decisione che, pur trattandosi dell'ennesimo pateracchio, nel guazzabuglio degli errori a mio avviso fatti nel gestire questa situazione, raddrizzerebbe qualcosa rispetto a quello che per me è il buonsenso. E, visto che la legge è stata votata con ampia maggioranza ed in maniera bipartisan, ho anche pochi dubbi che nessuno la consideri arbitraria o vessatoria.

Insomma non dovremmo essere giunti a questo punto e la decisione sarebbe quella che più ci avvicina alla condizione in cui (anche secondo la legge) si dovrebbe giungere.

Ciao

Paolo

mariolino ha detto...

Retroattività sì, retroattività no

Per favore ragazzi!
Sapete benissimo che la legge Severino è stata promulgata per rispondere alle esigenze di legalità che montavano a furor di popolo da ogni angolo del Paese, dopo tutte le contabilità dei condannati in Parlamento che abbiamo letto in tutti questi anni...
Sapete benissimo che tale legge è già stata applicata dai partiti per escludere dalle liste delle Comunali molti condannati anche non ancora al terzo grado di giudizio... senza che nessuno obiettasse sulla retroattività.

Discutere oggi di questo perchè c'è in ballo Berlusconi può farlo solo Violante che ormai nel PD conta come il due di picche.

PaoloVE ha detto...

@ Mariolino:

hai parzialmente ragione ed è certo che la polemica nasce adesso strumentalmente solo ad uso e consumo di SB (infatti dei casi precedenti nessuno si è preoccupato).

Il fatto è che l'applicazione retroattiva della pena pone oggettivamente dei rischi che lo strumento possa essere utilizzato in maniera arbitraria e, chiudendo un occhio di qua ed un altro di là, la certezza del diritto va a puttane.

Per dire, un passetto alla volta, con passaggi sempre molto border line (e che al tempo accettai anch'io), ci ritroviamo di fatto un Presidente della Repubblica che nomina Senatori a vita, li incarica come Presidenti del Consiglio, blinda le maggioranze, zittisce le opposizioni e pone sbarramenti alle ipotesi di crisi.

Il tutto mentre, formalmente, non siamo (e soprattutto non abbiamo la struttura istituzionale di) una Repubblica presidenziale.

Non può andar bene.

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo

concordo che il buon senso e l'opportunità indichino che un condannato in via definitiva non debba mai e poi mai sedere in Parlamento o avere cariche istituzionali.

Concordo anche che il senso della legge Severino cerca di regolare ciò che dovrebbe essere un'ovvietà, ma evidentemente non lo è.

Non riesco a farmi un'idea sugli argomenti riguardo alla retroattività: la logica che sta dietro il concetto di retroattività è secondo il mio ignorante giudizio la seguente:

Faccio una cosa che non è reato oggi, non può accadere che domani questa diventi reato e io ne paghi le conseguenze. Qui naturalmente dovrebbe essere considerata la data del reato.

Nel caso in cui ciò che ho fatto sia reato al momento del fatto, ma cambino le leggi che ne determinano le sanzioni, può aver senso la data della sentenza. Lo dico dal momento che non credo che la legge possa prevedere il concetto per cui una certa pena sia accettabile per cui io delinquo, a patto che la pena prevista sia entro certi limiti. Non devo delinquere e basta.

Il caso di cui si parla dice che l'eletto condannato decade. Questo vale da quando entra in vigore la legge. Non si può fingere di credere che il condannato non avrebbe commesso il reato sapendo le conseguenze amministrative riguardante l'eleggibilità/decadenza, accettando però le conseguenze penali.

Saluti

Tommaso


mariolino ha detto...

@ Paolo
Che c'entra Napolitano? Restiamo in tema della Legge Severino. Come dicevo la legge è stata promulgata per evitare che arrivassero i forconi in Parlamento e per restituire un briciolo di dignità allo scranno parlamentare. Sarebbe una grossa porcheria che passasse il principio della retroattività. Non era nello spirito della legge. Se questo principio passasse, il Parlamento dovrebbe aspettare anni e anni perchè i primi condonnati in Cassazione vadano finalmente fuori dalle palle.
Dovunque in Europa e quasi dappertutto nel mondo queste argomentazioni non troverebbero spazio.
Bloccare ancora tutto (dopo il terzo grado di giudizio) invocando corte di Strasburgo e Cassazione, è solo un pretesto per far slittare per un altro annetto il momento in cui B. non avrà più scuse. L'Europa e il Mondo ci stanno osservando. Se non stiamo attenti, un mare di risate ci seppellirà.
Ciao

Michele Reccanello ha detto...

Bravo Mariolino a ricordarlo. Non sono d'accordo con te che Violante conta come il 2 di picche: È proprio il PD che conta come il 2 di picche, tanto da essersi piegato ai bisogni del PdL, come ricordava Paolo

PaoloVE ha detto...

@ Mariolino:

Ok lasciamo stare i miei esempi su Napolitano e la repubblica presidenziale: quello che intendo dire è che a calpestare le regole, prima o poi, quelli che ci rimettono sono i più deboli e meno tutelati.

Percè quando ad essere vittima della cosa è SB si leva un quarto degli italiani, quando per qualche motivo lo siamo io e te non ci fila nessuno.

E se posso riscrivere le regole ed applicarle retroattivamente come voglio, fottere me e te diviene iperfacile. E quindi, prima o poi, nekl silenzio generale, qualcuno lo farà...

Per questo accettare la retroattività di una pena originariamente non prevista ancorchè accessoria mi dà dei problemi...

Ciao

Paolo

mariolino ha detto...

@ Mike (per il cappello texano) Reccanello
Non sono molto sicuro che il PD conti come il 2 di picche, specialmente se lo prenderà in mano Renzi (sigh!). Ricordiamoci che alle Comunali, anche senza Renzi, ha stravinto. Ricordiamoci anche che in un governo di larghe intese occorre soddisfare parte del programma degli avversari. Anch'io sono però convinto che il democristiano Letta abbia sbagliato a concedere l'IMU alla propaganda berlusconiana. Almeno in prima battuta perchè, come sappiamo, non è ancora detto.
Ciao

Michele Reccanello ha detto...

@Mariolino,

"ho visto cose che voi umani..."
Buon per te che hai così tanta fiducia. Io la fiducia residua l'ho persa con l'elezione del PdR. L'unica alternativa valida è fare tabula rasa o e ripartire da zero. Nel PD una opportunità potrebbe essere Renzi. Piaccia o meno se non farà salire nessuno sul carro del vincitore (ma la vedo dura, nel PD gli hanno fatto e gli faranno la guerra) potrebbe riuscirci. Che poi sia il miglior premier che in questo momento ci possiamo permettere, questo è tutto da vedersi.

mariolino ha detto...

@ Michele
Concordo. I 100 e rotti che hanno assassinato Prodi protetti dall'anonimato sono stati una vomitevole schifezza. Pazienza l'avessero fatto mettendoci la faccia, ma così....Tutti dicono di averlo votato, nessuno ha avuto il coraggio di uscire allo scoperto. Lo schifo degli schifi, che ha portato alla inevitabile rielezione di Napolitano.
Anche Grillo è stata una grandissima delusione. Non si governa urlando sempre NO.
Anche il Pdl, prossima Forza Italia, non avrà avvenire, perchè ormai è chiaro che senza Berlusconi si disintegrerà.
E con Monti ridotto al lumicino, che succederà?.........
Resterà ancora e solo il PD. Specialmente se lo prenderà in mano Renzi. Sperando che non sia solo la speranza ultima dea.
Ciao