La distanza tra larghe intese e Grosse Koalition

Buongiorno,

oggi, forte del mio apprezzamento per wurstel, birra, almdudler, Beethoven e Kaiserschmarrn, mi improvviso eminente esperto germanista, perchè leggo che i risultati delle elezioni in Germania, che impongono un governo di coalizione ai cittadini tedeschi (1), stanno scatenando sui nostri media molti paralleli con la attuale situazione politica italiana di governo delle cosiddette grandi intese.

Ovviamente, nel momento in cui non è possibile affermare con certezza che uno qualunque dei quattro partititi che avranno rappresentanza al Bundestag sarà al governo, ogni parallelo tra l'attuale situazione tedesca ed il nostro governo è ampiamente improprio. 

Ma, anche dando per scontato che il prossimo governo tedesco abbia come protagonisti SPD e CDU (cosa che, lo ribadisco, allo stato attuale delle cose non è), dubito anche in questo caso sulla liceità di qualsiasi parallelo.

Perchè, come dimostra il precedente governo di Grosse Koalition, nato e mosso sui dei binari politici chiari (tra centro destra e centro sinistra), definiti ed evidenti anche all'esterno, che portarono a proseguire le riforme del mercato del lavoro (ricordate come anni prima si parlasse della Germania come del grande malato d'Europa?), a introdurre riforme sul welfare e sanità, a mantenere una politica estera precisa e definita di amicizia e stretta partnership con stati come la Francia (ricordate le risatine di Merkel Sarkozy ai nostri danni?) o la Russia (una sola parola: gasdotti), nel 2005 il governo nacque con dei fini chiari e condivisi e fu affidato a persone in grado di perseguire gli scopi che la coalizione si era prefissa. E, quando nascerà il nuovo governo tedesco, non c'è motivo di dubitare che avverrà la stessa cosa. 

Mentre in Italia tutto sembra sforzarsi di dimostrare che il governo non ha un fine, ma è IL fine della coalizione, che gli obiettivi dichiarati, partendo dalle riforme istituzionali di cui ormai abbiamo smesso di parlare, non sono affidate ad alcun politico capace di portarne avanti la realizzazione e che il contesto in cui il governo si muove non è certo quello di alleati che si muovono concordemente su obiettivi comuni ma di avversari che si paralizzano a vicenda, sostenuti da tifosi a loro volta tra loro ferocemente avversari. Forse sono io ad essere negativo e disinformato, ma mi sapreste dire quale idea di riforma istituzionale stiano condividendo PD e PdL? quale idea di politica economica? quale strategia di politica estera?

E, ancora peggio, qualcuno di voi mi sa dire quali idee di riforme istituzionali, di politica economica, di politica estera abbiano PD e PdL anche solo singolarmente? (2)

Mi pare che i margini per qualsiasi parallelo, anche antitetico, tra il governo Letta e le Grosse Koalition tedesche, non vi siano, e che di conseguenza, gran parte delle conseguenze che se ne vorrebbero trarre, siano indebite. In ogni senso.

Ciao

Paolo

(1) paradossalmente, pur davanti all'ampio successo del partito della Merkel, ci sarebbe anche la possibilità teorica di un governo "rosso-verde" che lo relega all'opposizione

(2) no, la risposta "Chiedi a Berlusconi" non vale. E non vale nemmeno rimandare la risposta a quando le regole permetteranno di effettuare un congresso che legittimi blablabla. E per nessuno dei due schieramenti vale la scusa che si sta aspettando il pronunciamento della commissione per la decadenza.

22 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

-*-Modalità pignoleria ON-*-

-Almdudler e Kaiserschmarrn sono specialità austriache
-Le riforme del mercato del lavoro sono state iniziate dalla SPD di Schroeder, prima della Große Koalition.
-Anche nel 2005 l'alleanza di governo tra i partiti di sinistra era possibile, ma si optò per l'altra opzione.
-La Große* Koalition CDU-SPD fu conseguenza delle elezioni 2005 e durò fino al 2009. Le risatine sono del 2011 quando Merkel governava con i liberali.

-*-Modalità pignoleria OFF-*-

Scusa :-)

Il senso del post è chiaro e anche condivisibile, non capisco però perché rifiuti anche l'antitesi tra l'alleanza che si profila in Germania e la porcheria che c'è in Italia, per quanto scontata e non costruttiva, a mio parere non è così errata.


*Trascuro di inserire modalità troll della tastiera ON ;-)

PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

a pignolo, pignolo e mezzo:

"-Almdudler e Kaiserschmarrn sono specialità austriache"

verissimo, e, per il livello di competenza che intendo millantare in cose tedesche, tanto mi basta.
Tutti crucchi. Una faccia, una razza. Augh!, ho semplificato :-)

"-Le riforme del mercato del lavoro sono state iniziate dalla SPD di Schroeder, prima della Große Koalition."

infatti scrivo "portarono a proseguire", non "iniziare" 2-0 per me :-)

"non capisco però perché rifiuti anche l'antitesi tra l'alleanza che si profila in Germania e la porcheria che c'è in Italia, per quanto scontata e non costruttiva, a mio parere non è così errata."

Perchè vi sono secondo me anche differenze di contesto molto profonde, tali da rendere il paragone improprio. Ad esempio ho l'impressione che nell'elettorato tedesco le posizioni moderate abbiano cittadinanza e siano politicamente redditizie. Da noi sono falsamente attribuite ai Brunetta ed alle Santanchè.

Ti immagini in Italia che accoglienza avrebbe avuto l'approccio tedesco alle riforme del mercato del lavoro?

In Germania il dibattito è stato su quali sacrifici tutti dovessero accettare per restare tutti comunque in un mercato privilegiato, in Italia su chi sacrificare alla concorrenza con la Cina per mantenere i privilegi e le libertà degli altri.

Mi verrebbe da dire che sembra che noi italiani non si abbia la pragmaticità, la cultura politica ed il rispetto delle istituzioni che permettono di metterci sullo stesso piano dei tedschi. E quindi i governi che esprimiamo sono lo specchio di questa situazione.

Mi verrebbe da dire che siamo in qualche modo "ortogonali" ai tedeschi.

Ciao

Paolo

F®Ømß°£ ha detto...

@Paolo

meriti solo di andare a dare, con accento italiano, dell'austriaco a un berlinese! :D

Sull'ortogonalità ho capito cosa intendi e condivido.

Tschuss

T.

PaoloVE ha detto...

@ Tommaso:

"meriti solo di andare a dare, con accento italiano, dell'austriaco a un berlinese! :D"

vedi che siamo ortogonali? se tu prendi un gondoliere veneziano e gli chiedi di cantare "O sole mio" o "Funiculì funiculà" non s'adonta, anzi fattura. Anzi nemmeno quello...

:-)

Ciao

Paolo

Philip Michael Santore ha detto...

Una riforma, per esempio, è quella della giustizia proposta nel 2011 dal PDL. Un'altra potrebbe essere la proposta di riforma costituzionale del 2005, approvata dal parlamento, ma bocciata dal referendum. Un'altra ancora è l'elezione diretta del presidente della repubblica. Sono tutte proposte del PDL.
Riguardo alla politica economica l'amara verità è che rebus sic stantibus non ci sono margini per grandi riforme (figurati: non riescono nemmeno a trovare un miliardo per non alzare l'IVA), che comunque non esistono nella testa dei due partiti, specie del PD. In teoria il PDL avrebbe in testa l'idea di rompere i parametri di Maastricht e minacciare l'uscita dell'Italia dall'Euro, ma è un qualcosa che si può fare solo se c'è il paese (leggi: l'establishment) compatto a sostenerti.

Michele Reccanello ha detto...

@PMS
dimentichi una cosa: quelle proposte sono state fatte ad uso e consumo di uno solo e non nell'interesse di un paese intero. Con l'elezione diretta del presidente a quel "solo" sarebbe piaciuto assai di fare il presidente della repubblica. Quanto a quelle riforme, anche del prisidenzialismo, ne riparliamo quando il "solo" sara passato alla storia...

Michele R.

PS in Europa l'unico paese con il presidenzialismo mi sembra che sia solo la Francia. A giudicare dai risultati della Germania ci vuol ben altro che il presidenzialismo per riuscire a fare qualcosa di decente da noi. Tant'è che non è bastato nemmeno il porcellum che ha dato per 2 volte maggioranze incredibili al cdx (e non ricicciare le solite lagne perché la maggioranza ce l'aveva eccome), per produrre, se si esclude la riforma del codice della strada, e la legge antifumo, degli effetti significativamente positivi per il paese. L'unico effetto ottenuto è un incarognimento generale nel paese.

PaoloVE ha detto...

@ PMS:

non metto in dubbio che esistano delle proposte e che qualcuno possa anche credere che abbiano realmente il valore di un programma politico, nè che quelle che citi possano essere intese in tal senso.

Dal mio punto di vista non riesco a riconoscere loro questo valore e ci vedo sostanzialmente chiacchiere propagandistiche: il partito proponente ha avuto per vent'anni un potere di condizionamento della politica italiana pari solo a quello che aveva la prima DC nel dopoguerra: ciononostante lo ha usato (anche molto ampiamente) per fare tutt'altro. Dall'IMU ad Alitalia, dal processo breve alle rogatorie lunghe. Provvedimenti tampone e ad hoc, non una linea politica, non una cosa cui fossero realmente interessati.

Ed è un rimprovero che non va solo al PdL: il PD che mandava allo sbaraglio la Concia con i DICO faceva la stessa cosa ed anche il M5S che rifiutava anche solo di valutare le proposte di Bersani faceva la stessa cosa.

Per me quelle proposte sono demagogia ancor prima di confrontarsi con la capacità dei proponenti di portarle avanti.

Cosa che non si può certo dire della Merkel.

Ciao

Paolo



F®Ømß°£ ha detto...

@PMS

Il PDL oltre alle proposte ci ha regalato il Porcellum con tutte le simpatiche conseguenze.

T.

Philip Michael Santore ha detto...

@ Michele Reccanello

Se tu sei disposto a discutere di quelle riforme dopo che quel qualcuno sarà uscito di scena stai implicitamente ammettendo che non sono state proposte a suo uso e consumo. Altrimenti dovresti essere coerente e dire no ora e sempre.
Ma anche volendo prendere per buona la tua obiezione, come non rilevare che ieri il presidenzialismo non andava bene perché lo voleva (e si pensava favorisse) Craxi, oggi perché favorirebbe Berlusconi. Poi invece se domani lo dovesse proporre Renzi vedremo il PD fare la classica virata di 180°...

PS: in Europa non c'è solo la Francia ad avere l'elezione diretta del presidente della repubblica. Ma il fatto che essa sia poco diffusa è dovuto ad un'altra ragione: gli stati europei sono più o meno tutti delle monarchie o ex-monarchie, e pertanto strutturati sul sistema del monarca costituzionale che non fa politica e del parlamento/governo che invece la fa. Il nostro presidente della repubblica è designato come un monarca costituzionale pro tempore, dato che la sua figura ricalca quella del re. La proposta di eleggere il presidente della repubblica nasce perché appunto il nostro presidente della repubblica sin dagli anni 80 ha smesso di comportarsi come un monarca costituzionale. Allora se fa politica, che abbia un mandato politico e ne risponda.

PPS: io di governi con maggioranze incredibili ricordo solo quello Andreotti ai tempi della solidarietà nazionale, il governo Monti e il governo Letta.


@ PaoloVE

Più che mettere nero su bianco, depositarle in commissione, chiedere che vengano discusse e votate, e vedersele respinte, che altro deve fare un partito affinché le sue proposte non vengano bollate come chiacchiere?

Vedi: se per i DICO alla fine il centrosinistra lasciò perdere, oltre che a causa del fatto che la sua maggioranza su di essi non era compatta, fu perché si accorse che il paese non era con lui. Ma non mi pare una cosa negativa: fra uno scenario in cui avessimo un parlamento che li approva e uno successivo che li abolisce, meglio non farne di nulla.
DICO a parte, se per la riforma X "il paese forse non è pronto", per citare Monti, è inutile cercare di forzarlo a colpi di maggioranza: vai tranquillo che il paese finirà per farla naufragare in un modo o nell'altro.


@ F®Ømß°£

E quali sarebbero di grazia le conseguenze del porcellum. Ti faccio notare che se si fosse votato con la legge precedente la coalizione Italia Bene Comune non avrebbe avuto la maggioranza non solo al senato, ma neanche alla camera...

Michele Reccanello ha detto...

@PMS
Capisci solo quello che vuoi capire: va bene anche il presidenzialismo. Il problema sono le persone che hanno a disposizione quegli strumenti, perché dubito molto che servirebbe a b. per governare meglio, al massimo per farsi ancor di più i propri comodi. Rispondo io per TOMMASO:
Intanto cominciamo con il dare la possibilità di mettere la croce su una persona agli elettori e vediamo poi chi si azzarda a votare gente come Brunetta, Santanché ma anche gente come Fioroni, Buttiglione, Giovannardi, Fassina...

F®Ømß°£ ha detto...

@PMS

Non ho mai affermato ciò che mi metti in bocca nel tuo commento. Siamo alle solite.

Conseguenze del Porcellum:

1) Impossibilità dell'alternanza, vista la follia del premio al Senato che nei fatti penalizza il centro sinistra.
2) Ingovernabilità garantita quando non vince il centrodestra.
3) Impossibilità di esprimere preferenze, da cui discendono non solo i ceffi che destra sinistra e ora anche 5S hanno portato in Parlamento, ma da cui discende anche il livello di delegittimazione cui è giunta l'istituzione e il clima di antipolitica bestiale che siamo costretti a sopportare.

Bel risultato.

Ciao T.

PaoloVE ha detto...

@ pms:

"Più che mettere nero su bianco, depositarle in commissione, chiedere che vengano discusse e votate, e vedersele respinte, che altro deve fare un partito affinché le sue proposte non vengano bollate come chiacchiere?"

Muoversi in maniera coesa, cazzuta e compatta come se ci fosse da votare che Ruby è la nipote di Mubarack? oppure che è indispensabile avere processi brevi e rogatorie lunghe? oppure una delle tante porcherie di immediato e diretto interesse di SB passate in Parlamento.

No, ai miei occhi tutto appare come se quelle iniziative fossero fumo negli occhi, di interesse scarso e propagandistico.

"io di governi con maggioranze incredibili ricordo solo quello Andreotti ai tempi della solidarietà nazionale, il governo Monti e il governo Letta."

Forse hai una memooria a macchia di leopardo. Perchè ogni governo italiano (che quindi dovrebbe lavorare per tutelare l'Italia ed i suoi cittadini) che abbia avuto al proprio interno la Lega (partito che si considera l'Italia un nemico) è stato un ossimoro politico di cui ovviamente non ti ricordi e che va ben oltre le maggioranze incredibili di cui parli.

E, se mi passi l'abuso della lingua italiana e delle categorie della logica, i governi italiani in cui alla Lega si affiancava una AN (o i suoi eredi) tutta Dio PATRIA Famiglia (ed aggiungerei io tendenziosamente un po' di Fascio) sono stati se possibile ossimorissimi.

"E quali sarebbero di grazia le conseguenze del porcellum."

Davvero sarebbe necessario rispondere quando è stato uno degli estensori del sistema a dichiararlo apertamente? Vabbè, facciamo finta che sia una domanda intellettualmente onesta:

Quali sarebbero le conseguenze di avere un sistema che mette uno sbarramento al 5% e contemporaneamente esclude le preferenze? di rendere drammaticamente difficile il cambiamento politico, che resta affidato ad exploit eccezionali come quello del M5S.

Quali sarebbero le conseguenze di dare un premio di maggioranza per un governo nazionale su base regionale? Che si toglie valore al voto senza per questo favorire la governabilità. Due danni al costo di uno.

Ciao

Paolo

Philip Michael Santore ha detto...

@ Michele Reccanello

Io preferisco il collegio uninominale. Tuttavia dico che anche il voto di lista non è la fine del mondo. C'è per esempio in Spagna, senza preferenze, e nessuno ne fa un dramma. Il collegio uninominale poi ti impone un candidato "bloccato" allo stesso modo in cui oggi un partito ti impone una lista "bloccata": per esempio tu potevi essere un elettore di Casini e trovarti a dover votare il candidato di coalizione in quota Lega.
Poi dici che il collegio uninominale fermerebbe le carriere politiche di certuni. Mah, mi pare che la maggior parte di loro sia entrata in parlamento al tempo della legge Mattarella... Anzi, ti dirò di più: negli anni 90 Dell'Utri (che suppongo sia un altro che metteresti in quel gruppo) era già considerato (a torto o a ragione) "in odore di mafia". Eppure nel 2001 fu candidato in un collegio uninominale e vinse contro niente di meno che Emma Bonino.
Viceversa per la ragione di cui sopra non è stato ricandidato quest'anno, con il porcellum vigente...


@ PaoloVE

Per "incredibile" avevo inteso "ampia".


@ F®Ømß°£

1. Che nei fatti il premio al senato penalizzi il centrosinistra me la devi spiegare meglio. È ovvio che quando hai un premio regionale vince chi arriva primo nelle regioni più popolose, a cominciare dalla Lombardia. Ma ciò avverebbe anche se i seggi fossero attribuiti coi collegi uninominali. Infatti l'unica vera vittoria del centrosinistra si è avuta nel 1996 allorché approfittò del fatto che Lega e Forza Italia correvano divisi.
Tu, par di capire, vorresti allora un premio nazionale in grado di superare il fatto che in certe regioni popolose il centrodestra di solito vince. Cioè in pratica vuoi il porcellum della camera. Vorresti che al senato i seggi fossero stati attribuiti come lo sono stati quest'anno alla camera. OK, solo che ti faccio presente che il premio regionale fu imposto dall'allora presidente della repubblica Ciampi (che diceva che un premio nazionale al senato sarebbe stato incostituzionale), fu poi riproposto nella scorsa legislatura dal PDL (e il PD si oppose), avrebbe la conseguenza che la coalizione IBC che ha preso il 29% si troverebbe con la maggioranza assoluta (nessun problema per me, ma a parti invertite già immagino i vostri ululati), e infine avremmo la situazione per la quale il centrosinistra, pur avendo perso al nord si metterebbe a governare usando il nord come bancomat per finanziare le sue politiche: sarebbe una situazione insostenibile.
2. Anche questa non mi è chiara. Mi pare anzi che dare la colpa alla legge elettorale sia una scusa per non affrontare i problemi a casa propria.
3. Non mi pare che dal 2006 in poi ci siano più "ceffi" di prima.

F®Ømß°£ ha detto...

@PMS

complimenti per la capacità di difendere persino il Porcellum*.

Senza aver saputo rispondere su quanto scriveva Paolo sul tema principale delle cosiddette riforme del centrodestra, che poverino, propone le riforme e gliele respingono.

Dal 2001 a oggi, hanno governato circa 8 anni, con larghe maggioranze. E il risultato è una legge elettorale indecente, la legge sul fumo e delle proposte respinte dai cattivi bolscevichi?

Ma stiamo scherzando?

Nelle tue risposte continui a sentenziare che "io vorrei questo o quello". Ma il punto è solo uno e non ha nulla a che vedere con ciò che voglio io. La legge elettorale di oggi non è efficace (non garantisce la governabilità), non è giusta (premio differente e incoerente tra Camera e Senato, crea problemi invece di risolverne.
Il Mattarellum era perfetto? No.
Era meglio di questa schifezza? Sì.
Chi ha fatto questa riforma? Il governo PDL-Lega.
Risponde a dei grandi principi questa riforma? Fa parte di un'organica modifica dello Stato secondo la visione di un partito politico serio, con delle idee per la società? No! È una legge fatta per convenienza come la stragrande maggioranza delle poche riforme del PDL.

E questo era il punto del post.

Saluti

Tommaso

*Ovviamente tralasciando il legame tra il clima di antipolitica, la delegittimazione delle istituzioni e una legge elettorale che rischia di essere pure definita anticostituzionale.
È il PDL che ha portato per anni al governo i leghisti, tra cui Calderoli degno autore del Porcellum.

Philip Michael Santore ha detto...

Caro Tommaso,
Dici che la legge elettorale di oggi non è efficace perché non garantisce la governabilità. Risposta: stante il sistema bicamerale previsto dalla Costituzione, nessuna (ripeto: NESSUNA) legge elettorale può GARANTIRE la governabilità.
Dici che è ingiusta. È un'opinione, e in quanto tale la rispetto. Magari ti posso far notare che i premi regionali sono federalisti, e che somigliano al sistema elettorale del presidente degli Stati Uniti.
Dici che non ho risposto a Paolo. In realtà gli avevo già scritto che nella legislatura 2001-2006 il centrodestra ha approvato una riforma della costituzione. Poi tu sei libero di rigettarla per referendum. Ma non di dire che il centrodestra quella riforma non l'abbia fatta.
Per inciso il porcellum fu la condizione posta da Follini (ti ricordi di lui?) per approvare in parlamento la riforma costituzionale. In quello hai ragione: fu una legge fatta per convenienza, per far passare la riforma costituzionale, ritenuta più importante.

F®Ømß°£ ha detto...

@PMS

Non avrei usato il grassetto per un concetto detto e stradetto e che mi permettevo di dare per scontato.

Ripeto: non pretendo che esista la legge perfetta, ma il Porcellum non ha migliorato la situazione, al contrario.

Non per niente non riesci a trovare qualcosa in positivo su una legge che porta quel nome a causa di chi la ha scritta. Leggo solo argomentazioni capziose e la solita difesa a priori del PDL che caratterizza i tuoi commenti in ogni blog.

"se per la riforma X "il paese forse non è pronto", per citare Monti, è inutile cercare di forzarlo a colpi di maggioranza: vai tranquillo che il paese finirà per farla naufragare in un modo o nell'altro."

Come per la riforma costituzionale.

Saluti

T.

Philip Michael Santore ha detto...

Sarà anche che lo dai per scontato, ma poi scrivi che il porcellum è male perché non garantisce la governabilità.
L'unico peggioramento del porcellum è il passaggio dal collegio uninominale al voto di lista. È una cosa nel lungo periodo negativa, ma non così tanto. È negativa perché priva la politica del rapporto diretto elettore-eletto (che era un qualcosa appena introdotto dalla legge mattarella, ma che doveva ancora svilupparsi) in favore di quello (già vigente nella prima repubblica) elettore-partito. E di certo non ha manifestato effetti negativi in queste tre legislature.

Vuoi qualcosa di positivo in essa? Che non obbliga a votare un candidato di coalizione e che dà a ogni partito coalizzato il peso relativo deciso dagli elettori. Voilà.

F®Ømß°£ ha detto...

@PMS

Ripeto III: il sistema non garantisce la governabilità; il Porcellum amplifica o cerca di ridurre questo difetto?

Con il premio di maggioranza incoerente tra le camere, lo amplifica.

"Vuoi qualcosa di positivo in essa? Che non obbliga a votare un candidato di coalizione e che dà a ogni partito coalizzato il peso relativo deciso dagli elettori."

Un vantaggio enorme quando il premio di maggioranza deforma il peso delle coalizioni. Si veda come M5S è rappresentato alla Camera e al Senato in relazione ai voti presi e in relazione al PDL e al PD.

Sembri un concessionario che cerca di vendere una Duna dicendo che non è vero che è una schifezza assoluta, ha un pomello del cambio ergonomico, in fin dei conti. E poi, per Giove, c'è l'Apecar che ha prestazioni peggiori.

Ciao

T.

Michele Reccanello ha detto...

@PMS
alle considerazioni di Tommaso devo ricordare anche perché fu varato, e così giustamente chiamato, il porcellum?

Il metodo di questi 20 anni è sempre stato soltanto quello di fare dispetto agli avversari politici, senza mai curarsi degli interessi della collettività.
Il già citato porcellum per cercare di azzoppare la certa vittoria del csx nel 2006. La battaglia per l'italianità dell'alitalia voluta dal cdx, dopo gli accordi che aveva preso Prodi. E dall'altra parte una porcata è stata senza dubbio la riforma del titolo V, solo per dare il contentino alla lega, con effetti nefasti come Roberto Napoletano sul sole24ore ricordava qualche tempo fa. Ecco, questi sono esempi che parlano da sé.

Philip Michael Santore ha detto...

Caro Michele,
Il centrosinistra non è maggioranza in parlamento, non perché vi sia il porcellum al posto del mattarellum, ma perché il PD in questi anni è passato dalla "vocazione maggioritaria" alla "vocazione minoritaria", senza che i necessari alleati (SEL e centristi) di cui un partito minoritario ha bisogno per diventare maggioranza abbiano preso voti in quantità sufficiente alla bisogna.
Davvero: se una coalizione prende meno del 30% è cosa normale che possa non avere la maggioranza dei seggi in parlamento. Ma di che ti lamenti?
Per il resto la genesi del porcellum è nota e l'ho già raccontata: fu l'UCD di Follini a imporlo come condizione per votare in seconda lettura la riforma costituzionale del 2005.

F®Ømß°£ ha detto...

@PMS

bentornato. Ci si annoiava.

Michele parla delle elezioni del 2006 e tu te ne esci con "percentuali inferiori al 30%".

E vogliamo parlare dei passaggi "casuali" di Follini da cdx a csx?

Saluti

T*

Philip Michael Santore ha detto...

Nel 2006 i due schieramenti sono arrivati appaiati. Ci può stare che in un sistema bicamerale con elettorati diversi, candidati diversi, collegi diversi e quindi sistemi di attribuzione dei seggi diversi che uno non riesca ad avere la maggioranza in entrambe le camere.
Se si fosse votato con la legge Mattarella con quei numeri poteva tranquillamente succedere di avere due camere con maggioranze opposte.