Ritorno a Cortina

Buongiorno,

Ieri Tommaso mi aveva inviato un post che si sovrapponeva in buona parte al mio già programmato. Ve lo propongo qui per una aggiungere alcune considerazioni ulteriori sui riflessi pavloviani del pubblico e su come certe notizie vengano gli vengono fornite.

Buongiorno,
 
trovo particolarmente ipocrite le posizioni di chi protesta contro il cosiddetto "blitz" della Guardia di Finanza a Cortina. Ho sentito il Sindaco e l'assessore al commercio esprimere concetti sintetizzabili così: "I controlli vanno fatti, ma perché a noi? Che vadano a fare controlli in Terronia!"

C'è poi chi sostiene che si demonizzi la ricchezza, chi protesta perché si rovinerebbe la stagione turistica e altre fesserie tendenti a deviare l'attenzione dal nocciolo della questione.
In Italia c'è un'evasione enorme, le statistiche parlano chiaro. Già qualche settimana fa erano stati fatti controlli in Veneto e si erano trovati incrementi del volume di affari di diversi negozi, solo con la presenza dei finanzieri nell'esercizio. Se si guardano le dichiarazioni dei redditi delle diverse categorie professionali si può osservare che spesso l'evasione è la norma.

Siccome questi ladroni vanno ostacolati nel loro rubare, operazioni propagandistiche come quella di Cortina fanno solo bene. Il commerciante che emette un terzo degli scontrini deve avere paura, deve essere ragionevolmente convinto che c'è una possibilità non nulla che lo becchino. Mai come in questo caso, colpirne uno per educarne cento. Visto che la modalità estremista e la decapitazione sono esagerate, pubblicizzare e mettere alla gogna chi ha effettivamente rubato, mi pare efficace e doveroso.

Le operazioni più recenti in altre località smentiscono i piagnistei vittimistici legati al fatto che si sarebbe colpita solo Cortina. C'è solo da augurarsi che questi controlli continuino e martellino con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno i vari negozianti del "noi paghiamo quasi tutto" e i proprietari di Porsche che dichiarano 30.000 euro.

Naturalmente vanno colpiti con altrettanto accanimento anche i grandi evasori, ma questa non può essere una scusa per lasciar correre le malefatte dei sedicenti piccoli.

Attilio Befera
L'ex premier ha più volte incitato all'evasione, per cui ogni parola che fuoriesca dall'orifizio buccale dei suoi stretti sodali su questo tema è disonesta e ipocrita e i loro insulti sono titoli d'onore per Befera e Monti, come ha scritto ieri Scalfari su Repubblica.

Saluti

Tommaso

Riprendo la linea per esprimere la mia ovvia approvazione a quanto espresso da Tommaso, ma vorrei aggiungere alcune considerazioni collaterali relative al fatto che anche in questo caso vedo ancora una volta come il nostro sistema dell'informazione sia assolutamente inadeguato a far capire la portata delle cose che succedono a chi dovrebbe esserne correttamente informato.

Malgrado l'enormità delle situazioni rilevate e la loro diffusione su scala più plebiscitaria che vasta, sui giornali leggo frequentemente i tanti motivi per i quali è inaccettabile violare la privacy dei contribuenti pubblicando i loro redditi (cosa tempestivamente ratificata dal garante della privacy), quelli per cui quella di Cortina sarebbe una operazione di facciata e demagogica, quelli per cui si sarebbe dovuto fare altro, quelli per cui certe cose in fondo possono capitare anche a chi non evade, quelli per cui non si deve generalizzare, quelli per cui addirittura certe scorciatoie potrebbero persino essere legittimate. 

Mi ricordo molto bene invece anche a quali sono state le reazioni, di segno opposto o assenti, che hanno accompagnato la campagna "anti fannulloni" che l'ex Minstro Brunetta ha condotto un paio d'anni fa nella PA. Il garante della privacy, come l'opinione pubblica, non ebbe nulla da ridire dell'operazione trasparenza che vi permette tuttora di sapere quanto guadagna il vostro vicino medico o preside o se si sia recentemente assentato (magari per una malattia che preferirebbe rimanesse riservata), nessuno ebbe nulla da ridire sul fatto che le retribuzioni di tutti quelli che si assentano (magari anche solo per un giorno dopo anni) venissero decurtate, nessuno ebbe nulla da ridire sulle tante altre generalizzazioni per cui, di fatto, tutti i dipendenti della PA sono stati fatti passare per lavoratori comunque poco impegnati, poco fedeli e poco professionali, nessuno ebbe in generale nulla da ridire. Anzi, a quei pochi che facevano presente il fatto che le valutazioni messe in campo erano sbagliate ed ingiuste le parole venivano ricacciate in gola davanti all'enormità del fenomeno, anche con un certo malcelato compiacimento.
 
Bene, adesso prendete i numeri. 

I fannulloni nella PA sono una esigua minoranza (giustamente da contrastare, punire ed eliminare). Ma sono molti meno in numero ed in propozione di quanti siano gli evasori tra le aziende ed i liberi professionisti, da quanto ogni singola operazione della Finanza evidenzi. E Rubano molto meno.

Eppure l'informazione, molto correttamente e professionalmente, continua ad avallare una visione diametralmente opposta, ed il pubblico continua a bersela. E voi che leggete, siete sicuri di non esservi fatti influenzare ipnotizzati prima in un senso, poi nell'altro?

Ciao

Paolo

4 commenti:

F®Ømß°£ ha detto...

Buondì,

l'integrazione di Paolo mi trova d'accordo. E siccome la critica al giornalismo italico non è mai sufficiente aggiungo anche un dettaglio.

Affianco ai difensori dell'indifendibile che Paolo cita, ci sono anche quelli che si fanno prendere dal vortice del clima di "psicosi anti ricchi" per cui oggi e solo per un breve periodo va di moda prendersela con chi evade. E allora via con le solite statistiche lette in fretta per cui si fa passare che tutti a Cortina hanno incrementato i guadagni di 3 volte da un giorno all'altro.

In questo modo il giornalista che si limita a fiutare l'aria e scrivere articoli da bar sport fornisce argomenti per la difesa di oggi e il riflusso di opinione di domani, quando si dirà che "però si è esagerato".

Saluti

Tommaso mai contento

x ha detto...

Befera veninva innalzato come uno dei trofei del centro-dx quando potevano riempirsi la bocca dicendo che MAI nessun governo aveva incassato cosi tanto (ieri sera la Santadeché da Lerner ha sputato una cifra di 75 miliardi).

Oggi Befera con l'operazione mediatica di Cortina viene definito pronto a scendere in politica.

Prevedo un superlavoro per la macchina del fago sugli house organs che scavano sul conto di Befera.

Oggi ad Abano si replica!

Pale ha detto...

L'unica cosa che forse mi trova in disaccordo e' la frase "colpirne uno per educarne cento". Colpire non deve voler dire mandarlo sul lastrico, ma recuperare la quantita' massima di imposte non pagate senza farlo chiudere per questo, ossia stipulando un piano di rientro dei soldi gestibile dal l'evasore.

PaoloVE ha detto...

@ pale:

in una situazione normale sarei d'accordo con te. Nella nostra, se l'intransigenza in un po' di casi instilla in tutti gli altri la quantità di paura necessaria necessaria a renderli dei contribuenti onesti, beh, mi pare possa valere la candela persino il colpirne uno per educarne cento. Mi dispiace per lui, ma se la sarebbe cercata. Come dicevo in altri più leggeri contesti, una situazione meritata anche se non giusta.

Ciao

Paolo