Godere delle primarie del PdL

Buongiorno,

dopo tanti sfottò al PD per il rito delle Primarie, mi ritrovo a guardare l'imbarazzo con cui il PdL, orfano del fondatore e padre - padrone Silvio Berlusconi (che non ha nemmeno avuto il buon gusto di allevare e designare chiaramente un erede credibile), sta affrontando la stessa idea di affidare la destra a questo vaglio.

Lo confesso, da parte mia c'è la forte tentazione di godere davanti all'inciampare confuso di chi non solo non ha mai praticato questo esercizio prima, ma, per cultura politica, non vi è assolutamente predisposto (con buona pace di tutte le autoattribuzioni di liberalismo di cui nel PdL si è fatto invano sfoggio).

E' vero, vien voglia di irridere determinate candidature il cui valore sta spesso unicamente nel (nefasto) cognome, oppure nell'esagerata inscalfibile autostima (peraltro talvolta già ripetutamente dimostratasi insufficiente a raccogliere voti), oppure ancora nella conclamata e parossistica idolatria del fondatore.

Vien voglia di augurare al PdL di dover puntualizzare chi può o meno partecipare al voto, magari in presenza di qualcuno che, non avendo nulla a che spartire con il PdL (come fu Grillo per il PD alle ultime primarie), lanci sul partito un'OPA ostile ed inviti degli esterni a votare il più improbabile dei candidati.

Vien voglia di aspettare gongolando quando tra candidati di scarso valore politico ma dotati di ego ipertrofico cominceranno a volare insulti e stracci, oppure gli articoli del brillate giornalista di turno che dimostra di aver votato più volte, approfittanto di una organizzazione ingenua.

Vien voglia di sentire l'intero centro sinistra che esprime il proprio apprezzamento per il più improbabile dei candidati in lizza, soppesando altezzosamente l'infimo spessore degli altri.

Vien voglia di sottolineare la probabile esiguità della partecipazione (non è che il PdL ed i suoi candidati in questo momento godano di molto appeal, mi pare).

Vien voglia di godersi alla massima potenza tutti gli effetti di tutto quanto (e anche di più) venne rinfacciato al PD, quando era il primo e l'unico a portare avanti le Primarie.

Vien voglia di sfottere la selva di candidati (dieci? undici? di più?) che si contendono la leadership di un partito che sta progressivamente scivolando verso percentuali a cifra singola, come una IdV qualsiasi.

Vien voglia di ironizzare sul tentativo di passare il partito da un miliardario ad un altro.

Invece temo che dovrò rinunciare a tutta questa goduria.

Perchè devo sperare (purtroppo invano, temo) che anche e soprattutto per il PdL le Primarie siano un successo e permettano di individuare con ampio margine il nuovo leader, perchè ho il forte timore che la scarsa partecipazione ed un risultato non netto (che ritengo probabilissimi, allo stato attuale), possano essere visti come la chiave per resuscitare la mummia di Silvio Berlusconi, che personalmente considererei una piccola catastrofe.

E soprattutto lo devo sperare perchè potrebbe finalmente essere l'inizio di un percorso che traghetti la destra italiana da un passato di stampo padronale ad un indirizzo realmente moderno e liberale attualmente assente e di cui in Italia c'è bisogno.

Però è un peccato non potersi divertire, uffa! ;-)

Ciao

Paolo

P.S. nota di servizio per gli aficionados del genere sembra che, ad oggi, i candidati alle primarie del PdL siano i seguenti: Alfano, Biancofiore, Cattaneo, Crosetto, Galan, Mussolini, Meloni, Samorì, Santanchè, Sgarbi e, forse, Tremonti.

Attendo con trepidazione solo che Scilipoti si aggiunga alla lista.

3 commenti:

Michele Reccanello ha detto...

Beh, almeno un nome con un minimo di credibilità in quella lista c'è: Giorgia Meloni.
Ma che naturalmente sarà spernacchiata da tutti gli altri pretendenti all'eredità, ovvero un cumulo di macerie fumanti.

PaoloVE ha detto...

@ michele:

il fatto triste è che per entrambi gli schieramenti sembra che le primarie debbano essere il pretesto per creare conflitti e divisioni interne, invece che il momento in cui confrontare e fare sintesi di punti di vista diversi.

Ciao

Paolo

Michele Reccanello ha detto...

La verità è che nel CDX, a parte la Meloni che aveva proposte le primarie in tempi non sospetti, non ci credono affatto. Ha fatto troppo comodo avere in Silvio il loro paracadute, mentre ora che si sta dissolvendo sanno bene che la botta sarà rovinosa non sapendo più a che santo votarsi. Lo dimostra la ridicola comparsata di Proto (o come c@##° si chiama), l'undicesimo pretendente alla corona del fu B., dall'ometto che conduce un noto scalcagnato show radiofonico.