Dopo le primavere, gli autunni arabi

Buongiorno,

dopo che il susseguirsi delle primavere arabe sembrava aver spazzato via quasi per intero una generazione di despoti, da Sidi Bouzid a Piazza Tahrir, sembra che si sia arrivati in qualche modo ad un triste momento di svolta di queste vicende, senza purtroppo che gli Stati che sono risultati interessati dalle rivolte abbiano poi realmente imboccato la strada della democrazia, men che meno in un'ottica occidentale.

La realtà infatti spazia da Stati in cui le rivolte non sono state in grado di rovesciare il potere (Siria, Bahrein...), a Stati dove sembra si stia assistendo ad un cambiamento solo di facciata (l'Egitto di questi giorni), ad altri dove sembrano materializzarsi gli spettri di fondamentalismi islamici (Tunisia ed Egitto su tutti), ad altri ancora dove non vi è ancora alcuna chiarezza sugli sviluppi futuri (Libia).

Quello che manca nella lista sono degli Stati in cui abbia avuto luogo un significativo progresso in senso democratico ed in materia di diritti civili.

Questo sembra dover essere il peggior segno di sconfitta per un occidente che è stato probabilmente il promotore occulto delle Primavere Arabe come lo era già stato anni prima per le Rivoluzioni Colorate dei Paesi dell'Est, ma che nei paesi arabi ha trovato un terreno culturale molto meno fertile per l'esportazione della democrazia. 

Sempre che questa si possa esportare attraverso una insurrezione piuttosto che attraverso scambi culturali.

Ciao

Paolo

2 commenti:

MS ha detto...

Qualche pensiero:
1. Purtroppo alle volte e' necessario cadere molto in basso affinche' ci si possa rialzare.
2. Piu si cade in basso maggiore e' la spinta culturale per alzarsi.
3. E' necessario che i conservatori non abbiano piu' consenso culturale nella massa prima che i progressisti ottengano il progresso sociale.

Tutte queste considerazioni mi conducono a postulare che ogni nazione a cui serve piu' di una piccola spintarella deve invece farcela da se', sia in senso democratico, sia politico, sia economico.

bye,
MS

PaoloVE ha detto...

@ MS:

sono sostanzilmente d'accordo con te.

Aggiungerei una considerazione relativamente al fatto che spesso si finisce col sostituire totalitarismo a totalitarismo: in particolare nei paesi Arabi spesso le più forti alternative strutturate a regimi dittatoriali sono quelle religiose, spesso di stampo integralista.

Col rischio di sostituire un dittatore con un mullah...

Ciao

Paolo